Casa, tasse, risparmi: cosa cambia per famiglie e imprese con la manovra

Pubblicato il 15 Dicembre 2011 9:45 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2011 10:02

Mario Monti (Foto LaPresse)

ROMA – Rivalutazione delle pensioni fino a 1400 anche nel 2013, imposta sull’anonimato per chi ha usufruito dello scudo fiscale, aumento del prezzo delle sigarette e una frenata sulle liberalizzazioni dei farmaci: sono alcune delle novità previste dalla manovra del governo Monti che il 16 dicembre verrà votata alla Camera.

Ma che cosa cambierà davvero nella vita quotidiano degli italiani?

Immobili. Per le famiglie torna la tassazione sull’abitazione principale con anticipo al 2012 dell’Imu, l’Imposta municipale unica che prende il posto della vecchia Ici. Ci saranno però detrazioni di 200 euro per tutti e un ulteriore bonus di 50 euro per ogni figlio residente sotto i 26 anni. Per chi possiede una casa all’estero arriva un’imposta di bollo dello 0,76 per cento sul valore dell’immobile.

Per quanto riguarda gli imprenditori, i Comuni potranno ridurre allo 0,4 per cento l’aliquota sui fabbricati d’impresa. Sale invece a quota 80 il coefficiente di rivalutazione della rendita per banche e assicurazioni.

Fisco. Tracciabilità obbligatoria per pagamenti oltre i mille euro. Arriva anche la tassazione per chi possiede immobili all’estero. Le imprese avranno meno controlli e rimborsi più facili se saranno più trasparenti con il Fisco e saranno facilitati nel pagamenti dei debiti tributari a rate in caso di difficoltà economiche.

I capitali scudati saranno soggetti ad un’imposta di bollo speciale del 10 per mille nel 2013 e del 13,5 per mille nel 2013., mentre l’aliquota ordinaria sarà al 4 per mille. Alleggerita la tassa su auto e barche di lusso.

Arriva un’imposta dell’1 per mille annuo per il 2011  e il 2012 e dell’1,5 per mille dal 2013 sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti in Italia (la cosiddetta Tobin Tax).

Lavoro e previdenza. Dal 2012 arriva il calcolo contributivo per tutti. Parte l’innalzamento progressivo dell’età. La rivalutazione piena degli assegni fino a n1421 euro viene estesa al 2013. Attenuato l’impatto della riforma sui nati nel 1952 e sulle donne, che potranno andare in pensione a 64 anni ma con requisiti diversi tra loro.

Per le imprese la quota di Irap versata sul costo del lavoro potrà essere dedotta da Ires e Irpef. Le aziende che assumeranno a tempo indeterminato donne e giovani potranno beneficiare di sconti.

Risparmi. Per i conti correnti con giacenze inferiori a 5mila euro non ci sarà più il bollo annuale da 34,20 euro. Diminuiranno le commissioni dovute alla banca da parte del correntista che va in rosso. Prevista una mini-patrimoniale sui depositi-titoli.

La commissione applicata dagli esercenti sui pagamenti effettuati con le carte di credito, di debito e bancomat, non potrà superare l’1,5 per cento.

Il bollo che le imprese dovranno pagare sul conto corrente passa da 73,80 a 100 euro. Agevolazioni per le aziende che aumenteranno il capitale con risorse proprie.

Liberalizzazioni. Viene ridotto l’elenco dei medicinali di fascia C vendibili nelle parafarmacie. Niente più vincoli sugli orari di apertura anche per i negozi delle città non turistiche.

Si allontana la liberalizzazione degli ordini professionali: salta la scadenza del 13 agosto 2012 come termine ultimo per adattare gli ordinamenti professionali all’abolizione delle tariffe minime e ad una serie di obblighi.

Frenano le liberalizzazioni su carburanti e taxi.