Visco: “No spesa allegra, né talebani dell’austerità”

Pubblicato il 21 Aprile 2013 10:07 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2013 10:09
Visco: "No spesa allegra, né talebani dell'austerità"

Visco: “No spesa allegra, né talebani dell’austerità” (Foto LaPresse)

WASHINGTON – “Va bene non cedere a spese allegre, ma non possiamo essere i talebani dell’austerità”. Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, risponde così al ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che parlando dell’agenda Monti ha dichiarato: “Alternative radicali a questa strategia non le vedo”.

Se per Grilli l’austerità è la parola d’ordine per portare l’Italia fuori dalla crisi, forte del fatto che ”la prudenza fiscale e le riforme strutturali già messe in opera sono la base per il futuro”, non dello stesso parere è Visco. Il governatore della Banca d’Italia è convinto che con la spesa allegra non si favorisce la crescita, ma anche che non bisogna essere “talebani”: “Non si torna a crescere spendendo allegramente. Si cresce se si eliminano i vincoli alla crescita, che non sono legati solo al bilancio pubblico nominale”.

Secondo il governatore ”una lettura meno talebana dell’austerità è utile. E’ vero che si può agire su composizione della spesa e che come chiede Draghi occorre ridurre le tasse. Ma si deve dire che c’è una stella polare: i conti devono essere in ordine e il vincolo di bilancio va rispettato”.

Visco spiega poi che è molto importante recuperare la fiducia, perché “la variabile fondamentale è il disavanzo”, e in questo l’Italia è abbastanza ”virtuosa”, anche se non è quello imposto dalla lettera della Bce: “La crisi è grave ma non è stata causata dalla correzione di bilancio. Il debito italiano non può che scendere, di certo non salire”.

Il governatore della Banca d’Italia si è poi soffermato anche sul sistema bancario italiano: “Le banche stanno facendo uno sforzo per coprire il più possibile con le riserve le poste deteriorate. Siamo sicuri che il combinato disposto della correzione dal lato delle banche e dell’azione di supervisione della Banca d’Italia sia in grado di mantenere il sistema finanziario robusto, competitivo e in prospettiva redditizio”.