Il business della carta: quanta ne consumiamo e quanto ci costa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2019 11:13 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 11:19
Il business della carta: quanta ne consumiamo e quanto ci costa

Il business della carta: quanta ne consumiamo e quanto ci costa

ROMA – La carta è un prodotto che ha origini antichissime ma che ancora oggi è di grande diffusione. Risalente al secondo secolo dopo la nascita di Cristo, la carta costituisce anche nell’era del digitale qualcosa di imprescindibile in diversi ambienti. A casa o sul posto di lavoro questo prodotto non manca mai anche, e soprattutto, nei momenti salienti della vita di una persona o di un’azienda. Documenti importanti e burocrazia, infatti, sono sempre “nero su bianco” su un bel foglio di carta.

Questo nobile materiale, celebrato in musei monotematici sparsi in tutta Italia (specificatamente quattro) e protagonista anche di eventi di respiro nazionale come “Il Patrimonio nazionale della carta” di Fabriano, muove una grande fetta del commercio italiano. Il classico foglio formato A4 sicuramente il più diffuso, utilizzato e acquistato di qualunque altro prodotto di carta. La carta A4 economica per fotocopie infatti conta come consumo pro-capite numeri da capogiro.

Prevalentemente chi compra carta lo fa online. Sia che si tratti della risma di carta di consumo personale e domestico, sia per gli acquisti massivi per l’ufficio. Perché? Perché i costi sono decisamente più bassi. Uno degli e-commerce leader per la vendita di carta è UfficioDiscount, che ha prezzi fra i più competitivi sia per la carta A4 economica per fotocopie sia per altre tipologie di carta di diversa qualità e diversi marchi.

Consumo e produzione di carta.

Chiedersi a che livello di consumo di carta sia il nostro Paese, significa domandarsi anche quanta carta si produce ogni anno. Nell’era del web, delle email e del digitale si potrebbe pensare che i consumi di questo materiale siano crollati, invece così non è affatto. Come abbiamo anticipato, infatti, la burocrazia e la documentazione importante richiedono sempre un supporto cartaceo. Il motivo è molto semplice: la garanzia che un foglio di carta in mano può dare all’utente è superiore a quella che qualunque formato digitale può concedere.

Se una decina di anni fa si producevano circa trecento milioni di tonnellate di carta a livello mondiale, oggi la produzione infatti non è affatto diminuita, anzi. Quelli che sono cambiati rispetto al passato sono piuttosto i maggiori Paesi produttori: l’emisfero settentrionale sta progressivamente perdendo quote rispetto ai Paesi emergenti dell’emisfero australe come il Brasile, il Cile, la Nuova Zelanda.

Qui le rese arboree sono decisamente superiori e la quota di macero è in continuo aumento, per questo non è escluso che prossimamente toglieranno il primato della produzione a Cina o USA. Questi due Paesi, tuttavia, rimangono i principali produttori con rispettivamente una produzione di 105 milioni di tonnellate e 74 milioni di tonnellate di carta prodotti ogni anno.

In Italia.

Com’è la situazione in Italia? Nel Belpaese in sostanza si consuma più di quello che si produce, anche se il divario, ammettiamolo, non è tantissimo: si parla infatti di una differenza di circa una tonnellata e mezza di carta. A gravare sulla nostra produzione sono i costi della cellulosa, che per l’Europa, che la deve importare, hanno raggiunto prezzi alle stelle.

Sulla produzione italiana inoltre si aggiunge il peso del costo del gas, che è più elevato di quello degli altri Paesi Europei. Nel 2018 la produzione italiana è in ogni caso aumentata: essa infatti è stata di circa 9 milioni di tonnellate di carta per un movimento di denaro di quasi 8 miliardi di Euro. Un + 0,1% rispetto all’anno precedente.