Il “crac” di Dubai World minaccia la finanza globale

Pubblicato il 26 Novembre 2009 21:04 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2009 21:34

dubaiUn’altra bolla fa tremare i mercati finanziari di tutto il mondo. A poco più di un anno di distanza dal fallimento della Lehmann Brothers, primo tassello di un effetto domino che ebbe gravi ripercussioni nel mondo economico. Adesso il problema si chiama “Dubai World”: la holding dello stato degli Emirati Arabi ha chiesto una proroga di 6 mesi per saldare il proprio debito giunto a quota 59 miliardi di dollari.

Oggi come allora l’inizio di tutto è stata una bolla edilizia, la differenza è che questa volta è andata in crisi una holding statale. Negli Stati Uniti questa situazione era legata alla crisi dei mutui subprime. Quali saranno invece gli effetti della crisi odierna? Difficile prevederlo, anche se i segnali non sono certo incoraggianti.

Nel giorno in cui la morosità del Dubai World è stata resa nota, la notizia ha scatenato un effetto devastante sulle borse mondiali: basti pensare che solo in Europa sono stati “bruciati” 152 miliardi di euro in una sola seduta.

Solo domani però potremo avere un quadro più preciso della situazione, in concomitanza con la riapertura di Wall Street: infatti la borsa di New York era oggi inattiva perché negli Stati Uniti si festeggiava il giorno del Ringraziamento.

Gli istituti con crediti maggiori nei confronti di Dubai World sono Royal Bank of Scotland, Barclays, Hsbc, Lloyds e Credit Suisse: tutti questi titoli hanno subito oggi grosse perdite nei listini continentali, con cali compresi tra il 4 e il 7%. Ma anche ad altri istituti bancari le cose non sono andate bene: male anche Societé generale, Mediolanum, Unicredit. Tra gli assicurativi, hanno fatto registrare perdite significative Legal & general group, Ing e Axa.

E presumibilmente siamo solo all’inizio: vista la carenza di petrolio, lo Stato emirato aveva infatti deciso di “puntare forte” sul settore immobiliare. E sono tanti, come abbiamo visto, gli investitori occidentali che avevano deciso di accettare la scommessa assieme alla Dubai World.

Eppure proprio recentemente il governo di Dubai aveva annunciato un passivo di circa 80 miliardi di dollari: di questi ben 70 derivavano dalle aziende a partecipazione statale, che stavano pagando il prezzo della crisi nel settore immobiliare.

Ma qualcosa non è andato per il verso giusto e, nonostante gli annunci ottimistici, le società inadempienti non sono riuscite a risanare il debito. Ne è derivata una situazione critica che ha portato il Dubai World a rivolgersi ai propri creditori per chiedere 6 mesi per appianare le insolvenze: il 30 maggio non è però così lontano e fino ad allora la crisi finanziaria potrebbe già aver assunto dimensioni preoccupanti.