Il crac Dubai World: borse asiatiche in calo, trema l’Europa

Pubblicato il 27 Novembre 2009 10:02 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2009 11:00

La crisi di Dubai World, con il congelamento per sei mesi dei pagamenti sui debiti della holding, porta giù le Borse asiatiche e europee. Lo scossone è forte e si teme un nuovo crack finanziario. Le borse asiatiche prima e quelle europee dopo hanno aperto in forte calo. Si prospetta una nuova giornata nera per i mercati azionari, dopo il crollo di ieri.

A Londra l’indice Ftse 100 cede l’1,27% a 5.128,39 punti. A Milano il Ftse Mib perde il 2,228% a 21.433 punti. A Francoforte il Dax cala dell’1,29% a 5.542 punti e a Parigi il Cac 40 scende dell’1,79% a 3.613,28 punti.

Tokyo ha terminato gli scambi in caduta libera, a -3,22%, trascinata anche dal sostenuto rafforzamento dello yen che in apertura di seduta è sceso sotto quota 85 sul dollaro toccando i minimi dal 1995. L’indice Nikkei scende a 9.081,52 punti, 301,72 in meno della chiusura di giovedì.

In sofferenza anche le altre piazze asiatiche. L’indice Sensex della Borsa di Mumbai ha aperto in forte calo, con i titoli bancari e immobiliari in grande sofferenza. Dopo un’ora di contrattazioni l’indice mostrava una perdita di 374 punti (-2,70%). «Gli operatori temono un crack finanziario a Dubai – commenta un operatore – e si stanno rifugiando nell’oro, titoli pubblici e perfino nel dollaro».

La Borsa di Hong Kong ha aperto la seduta con una perdita del 3,13%, con l’indice Hang Seng che perdeva 696,29 punti, e in corso di seduta ha toccato il -3,45%. Forti ribassi anche a Seul (-2,56%), Taipei (-3,21%) e Sydney (-2,9%). Le Borse di Singapore, Kuala Lumpur e Giacarta sono chiuse per festività.

E c’è attesa per il dato dell’apertura di Wall Street, dopo la chiusura di giovedì per il Giorno del Ringraziamento: una giornata nera per l’Europa, che ha perso 152 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola seduta.

Le difficoltà di Dubai hanno alimentato ipotesi di possibili effetti contagio in tutta l’area del Medio Oriente e delle economie emergenti, e richiamato lo spettro della crisi finanziaria asiatica della metà degli anni ’90.

La moratoria sui bond della Dubai World riguarda un gruppo complessivamente indebitato per circa 60 miliardi di dollari: l’emirato sta accusando un drammatico crollo dei prezzi immobiliari, che hanno subito cali dell’ordine del 50% dopo che negli anni scorsi aveva acquistato notorietà mondiale come polo finanziario dell’area che fa sfoggio di innumerevoli grattacieli, tra cui il più alto del mondo.

La Dubai World, a controllo statale, è a capo del progetto per la creazione della gigantesca isola artificiale nel Golfo a forma di palma.

A rasserenare gli animi, almeno per quanto riguarda l’Italia, ci ha pensato il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni: ”Per quanto riguarda il sistema Italia non ci sono problemi – ha detto – l’esposizione verso Dubai è molto contenuta, non c’è alcuna preoccupazione”.

”Stiamo facendo approfondimenti, ma allo stato c’è serenità assoluta”: ha detto invece il presidente della Consob, Lamberto Cardia.