”Il petrolio scarseggia e il mondo si dirige verso una catastrofica crisi energetica”, avverte un esperto mondiale

Pubblicato il 3 agosto 2009 20:20 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2009 0:02

Il mondo sta dirigendosi verso una catastrofica crisi energetica che potrebbe stroncare l’attesa ripresa economica globale perchè la maggioranza dei principali giacimenti petroliferi hanno superato l’apice della loro capacità produttiva, a quanto prevede Fatih Birol, chief economist dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), che ha rilasciato un’intervista al quotidiano britannico The Independent.

Secondo Birol – che ha l’incarico di valutare i futuri rifornimenti energetici dei Paesi appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) – la ripresa finirebbe sul nascere se l’aumento della domanda energetica spingesse in alto i prezzi del petrolio unitamente ad un taglio della produzione.

Birol avverte che tanto il pubblico quanto i governi sembrano essere dimentichi del fatto che il petrolio da cui dipende la civiltà moderna si sta esaurendo molto più rapidamente di quanto precedentemente previsto e che la produzione globale raggiungerà probabilmente il suo apice tra circa 10 anni, ovvero 10 anni prima di quanto era stato in un primo tempo stimato.

La prima valutazione dettagliata dell’AIE su oltre 800 giacimenti petroliferi nel mondo, ovvero tre quarti delle riserve globali, ha accertato che gran parte dei giacimenti più grandi ha già raggiunto il massimo della produzione, e che il suo declino procede ora ad un ritmo che è il doppio di quello calcolato due anni fa.

C’è inoltre il problema, secondo Birol, di una cronica diminuzione degli investimenti da parte dei Paesi produttori. Alla luce di queste considerazioni, Birol conclude che tra cinque anni si verificherà una crisi energetica tale da mettere a repentaglio qualsiasi speranza di ripresa dall’attuale recessione globale.

”Un giorno il petrolio sarà esaurito – avverte Birol – non oggi nè domani, ma un giorno accadrà e dobbiamo prepararci a lasciare il petrolio prima che il petrolio lasci noi. Prima cominciamo meglio è, perchè il nostro intero sistema economico e sociale è fondato sul petrolio, e il cambiamento verso fonti energetiche alternative richiederà  molto tempo e molto denaro. Dovremmo quindi affrontare il problema che si sta delineando molto seriamente”.

L’AIE, scrive The Independent, stima che il declino della produzione di greggio nei giacimenti esistenti procede ora al ritmo del 6,7 l’anno, di contro alle stime del 3,7 per cento effettuate nel 2007 e che ora riconosce essere state erronee. La conclusione, secondo l’AIE, è che il sistema energetico globale è a un bivio e che l’attuale consumo di petrolio è ”chiaramente insostenibile” per via della domanda superiore all’offerta.