Economia

Il pressing di Marchionne sui manager, la vita a ostacoli con il leader del Lingotto

MILANO – È inarrivabile. E proprio questo è il suo problema. Non che a Sergio Marchionne difettino attitudini da «team leader», ma più che sul gioco di squadra la Fiat ha contato e continua a contare sul suo capo carismatico. «Un uomo eccezionale, con un coraggio e una tenuta nervosa formidabili. Caratteristiche che, tuttavia, fanno di lui anche una persona difficile, con la quale può non essere sempre “agevole” collaborare» dice dell’ amministratore delegato della Fiat un imprenditore vicino al gruppo automobilistico. Narra la leggenda che siano già una ventina i manager che hanno lasciato a vario titolo il Lingotto dall’ arrivo a Torino, sei anni fa, del fuoriclasse italo-canadese. Un numero che non ha nemmeno molto senso verificare, la scuderia ha subito un naturale ricambio con l’ avvicendarsi della gestione, come giusto che sia. Marchionne lavora anche 20 ore al giorno, dorme pochissimo, mangia quando capita, fuma almeno due pacchetti di sigarette al giorno e nonostante questo ha un’ energia e una capacità di concentrazione che lascia ancor oggi basiti i suoi…

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