Ilva, esuberi massimo 4.074. Contratti di solidarietà fino a 2 marzo 2016

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2015 19:01 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2015 19:03
Ilva, esuberi massimo 4.074. Contratti di solidarietà fino a 2 marzo 2016

Ilva, esuberi massimo 4.074. Contratti di solidarietà fino a 2 marzo 2016 (foto Lapresse)

TARANTO – Ilva, il numero di esuberi sarà massimo di 4.074: l’Ilva ne aveva chiesti 4.459 a 4.074. Si tratta dei lavoratori in esubero che, a partire dal 2 marzo, usufruiranno dei contratti di solidarietà. La cifra è stata fissata con il confronto tra azienda e sindacati metalmeccanici. I contratti di solidarietà saranno prorogati di dodici mesi. Nel febbraio del 2014 l’intesa prevedeva un numero massimo di 3.550 lavoratori, ma in realtà solo in 1600-1700 sono stati fermi contemporaneamente. L’Ilva aveva già comunicato che in forza del nuovo assetto di marcia dovuto sia alla crisi del comparto siderurgico che agli interventi di ambientalizzazione, ”la produzione giornaliera sarà di circa 11.800 tonnellate al giorno di acciaio rispetto alle 30.000 tonnellate al giorno in pieno assetto produttivo. La contestuale fermata di Afo1 e Afo5 – ha spiegato l’azienda – porterà inevitabilmente a una ridotta alimentazione dei reparti a valle dello stabilimento di Taranto e delle altre unità produttive”.

L’accordo con l’Ilva sul rinnovo dei contratti di solidarietà è stato firmato dai rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm, Usb e Flmu (Federazione lavoratori metalmeccanici uniti). Avrà decorrenza dal 3 marzo prossimo (e non dal 2 marzo come si era appreso in un primo momento da fonti sindacali) e scadrà il 2 marzo 2016. Il criterio concordato è quello della rotazione su 11.200 ‘solidarizzanti’. La platea dei lavoratori è così suddivisa: Area fusione 1.108 unità (su una forza lavoro di 4.322 persone), Laminazione e Tubifici 1.815 (su una forza lavoro di 2.425), Area Servizi e manutenzione 1.151 (su 4.453). In un documento consegnato nei giorni scorsi ai sindacati, l’azienda aveva spiegato che “sulla base degli andamenti delle richieste di mercato, sarà necessario effettuare temporanee fermate parziali o anche totale di tutti gli impianti dell’area a caldo, con inevitabile emergere di esuberi strutturali”. L’azienda, è scritto nell’accordo odierno, ha dichiarato che “al termine del periodo coperto dal contratto di solidarietà”, salvo la decisione concordata di eventuali proroghe, “riassorbirà l’attuale esubero in maniera integrale”.