Ilva, tornano al lavoro i 1.400 operai di Riva Acciaio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2013 10:01 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 10:01
Ilva, tornano al lavoro i 1.400 operai di Riva Acciaio

(Foto Lapresse)

MILANO – Dopo 17 giorni di fermo i 1.400 lavoratori di Riva Acciaio tornano in fabbrica. E’ finito il blocco imposto dalla magistratura di Taranto, che ha sequestrato beni e conti correnti del gruppo.

I primi cancelli che si sono aperti, alle 5:30 di lunedì mattina, sono stati quelli di Malegno in Val Camonica (Brescia), seguiti, mezz’ora dopo, da quelli di Lesegno (Cuneo), in serata è toccato a quelli di Caronno Pertusella (Varese). Ora si dovrà attendere qualche giorno perché l’attività torni a regime. A Verona, però, la chiusura è costata 20 milioni.

Insieme agli impianti riprende anche l’indotto, come ricorda Matteo Meneghello sul Sole 24 Ore. Centinaia di aziende tra fornitori, trasportatori e clienti. In tutto, insieme al fatturato nazionale ed estero di Riva Acciaio, 2,6 un giro d’affari da 2,6 miliardi.

Meneghello ha sentito

Romano Pezzotti, presidente di Assofermet Rottami, che conferma che “le forniture saranno ripristinate nei prossimi giorni. Le aziende avevano ancora 8-10 giorni di scorte”. I fornitori di rottame, che è la materia prima utilizzata per la fusione in forno elettrico (più di 1,5 milioni le tonnellate utilizzate da Riva Acciaio nel 2012), mantengono alta la soglia d’attenzione sul fronte dei pagamenti. Ammonta a circa 40 milioni di euro il valore delle somme arretrate, relative a giugno, ancora da saldare. “Auspichiamo che già oggi si metta mano ai pagamenti già autorizzati e poi improvvisamente congelati – aggiunge Pezzotti –. Abbiamo fiducia nell’operatività del custode, viste le garanzie assicurate dal ministro Flavio Zanonato con l’accordo di venerdì”.

In Val Camonica, dove ci sono tre dei sette stabilimenti del gruppo, restano le incognite sul futuro.

Resta da sanare però la frattura rappresentata dal “buco” di due settimane, a livello di spettanze ed eventuali ammortizzatori a favore degli operai. A questo proposito “è stato già convocato un tavolo con l’azienda per la giornata di domani” conferma Laura Valgiovio, segretario della Fim di Brescia.

Meneghello ricorda come molti osservatori considerino l’accordo tra il ministro per lo sviluppo economico, Flavio Zanonato, e la famiglia Riva insufficiente per fugare le preoccupazioni dei lavoratori delle controllate Ilva. Il sindacato, ma non solo, chiede un decreto ad hoc. Cosa difficile, con la crisi di governo in corso.