Sanatoria immigrati: i requisiti per i datori di lavoro. 6 mesi di versamenti

Pubblicato il 23 luglio 2012 12:13 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2012 12:32

sanatoria immigratiROMA – Per poter accedere alla sanatoria 2012 che regolarizza i lavoratori immigrati illegalmente soggiornanti, i datori di lavoro avranno tempo un mese (una finestra tra il 15 settembre e 15 ottobre 2012), dovranno mettere in preventivo versamenti obbligatori di almeno sei mesi (stipendi, fisco e contributi), dovranno dimostrare la presenza degli irregolari in modo ininterrotto dal 31 dicembre 2011. Requisiti stringenti, quindi, e impegni finanziari piuttosto onerosi, considerando che si può arrivare a un massimo di 14 mila euro (per un operai edile). In compenso, la sanatoria metterà al riparo i datori di lavoro da procedimenti penali e amministrativi in materia di immigrazione.

Requisiti dell’immigrato. Deve essere in Italia in maniera ininterrotta dal 31 dicembre 2011. O da prima, con una presenza documentata da organismi pubblici. Sono esclusi quei lavoratori immigrati colpiti da procedimenti di espulsione, per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato (terrorismo), i segnalati dal Sis, per la loro non ammissione nello spazio Schengen, i condannati anche con sentenza non definitiva per uno dei reati previsti dall’art. 380 del codice penale (in materia di prostituzione).

Condizioni per il datore di lavoro. Sono esclusi coloro che negli ultimi 5 anni siano stati condannati per favoreggiamento dell‘immigrazione illegale, reclutamento di persone destinate alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione, o impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno.

Rapporto di lavoro. Deve essere iniziato, e consumato in maniera continuativa, da almeno tre mesi prima dell’istanza di regolarizzazione e, alla data della richiesta, ancora sussistente. Sono esclusi dalla sanatoria i rapporti part time. Con la grande eccezione delle colf, e del sostegno familiare in genere, per le quali bastano 20 ore settimanali, con una stipendio minimo (ma deve essere ancora precisato ufficialmente)  non inferiore a all’assegno sociale, cioè 420 euro. L’impegno più oneroso per il datore di lavoro riguarda la previsione di spesa: all’atto della stipula del contratto di soggiorno, dovrà documentare l’avvenuta corresponsione dei versamenti di stipendio e contributi pari almeno a 6 mesi, il doppio cioè della durata minima del contratto (si tiene conto dei tempi delle procedure burocratiche). Oltre a un forfait obbligatorio di mille euro.

Quanto costa. Guardando tutte le voci, categoria per categoria, distinguiamo lo stipendio, la contribuzione Inps, i sei mesi obbligatori cui si aggiunge il forfait di mille euro. Un manovale dell’edilizia è la figura più cara, con 14 mila euro circa. Segue il bracciante agricolo (stagionale lavora un mese intero) con 13 mila e 66 euro. Quindi il meccanico di terzo livello (sopra i 15 dipendenti) con 12594 euro. Poi il cameriere con 11.862 euro. Il meccanico di un’impresa artigiana 10688 euro. Infine la colf con 4.302 euro.

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