Imprenditoria femminile: aprire una scuola di lingue

Redazione
Pubblicato il 4 Gennaio 2022 12:23 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2022 12:44

L’educazione è un settore nel quale si registra una prevalenza di donne al comando. Oggi parliamo di scuole di lingue, una piccola nicchia nel settore dell’imprenditoria femminile, che però negli ultimi 20 anni ha mostrato una costante crescita.

Il bisogno di imparare le lingue è estremamente sentito nel nostro Paese. I test INVALSI di quinta superiore mostrano ciò che empiricamente molti già sanno: solo il 30% degli studenti italiani riescono a raggiungere l’obiettivo del livello B2 in lingua inglese a 18 anni (che è il target previsto dalle indicazioni ministeriali)

Parimenti, molto genitori investono nell’educazione linguistica precoce per i loro figli, consapevoli che i migliori risultati si ottengono cominciando presto.

Una ricerca commissionata nel 2018 dal British Council all’agenzia Trajectory vede queste tendenze:

  • Anche andando in direzione di un mondo multipolare, non più dominato politicamente dagli USA, l’inglese resterà ancora per decenni “lingua ponte” negli affari e nella diplomazia, perché più facile da imparare rispetto alle lingue asiatiche emergenti (come il cinese).
  • Aumenterà il numero di bambini e ragazzi che impareranno l’inglese sin dalla tenera età, come risultato del moltiplicato sforzo dei genitori in questo senso: la formazione per i giovani diventerà una voce di investimento importante in tempo di crisi.
  • Le scuole primarie e secondarie stanno aggiornando la loro offerta formativa, aumentando il livello di inglese, anche in vista delle richieste universitarie. Ne consegue, una grande apertura del mercato delle certificazioni linguistiche, diventate uno strumento di accesso al mondo accademico.
  • Calerà progressivamente il numero degli adulti che fanno corsi di inglese (come risultato del calo demografico), tuttavia il livello dei corsi di inglese richiesti dagli adulti in età lavorativa salirà per livello e specificità. Chi farà corsi di inglese da adulto, sarà sempre meno probabilmente un principiante e sempre più probabilmente uno studente già di livello intermedio ed avanzato, che richiede aiuto sulla lingua specifica per il proprio lavoro.
  • I corsi di inglese del futuro avranno caratteristiche diverse dal corso di inglese di alcuni anni fa: meno corsi di gruppo, meno corsi di livello base, più corsi individuali, altamente specializzati, spesso offerti formule miste flessibili , nelle quali il lavoro del docente è integrato da piattaforme di e-learning e dall’intervento di app (anche gestite da A.I) per migliorare la pronuncia e la grammatica in self-study.

Questo settore, riassumendo, rappresenta ancora una possibilità di sviluppo e guadagno, in un mondo nel quale molti “lavori tradizionali” vanno in pensione si tratta di una occupazione che può integrarsi con la tecnologia, ma che non sarà mai completamente sostituita dalla tecnologia.

Aprire una scuola di inglese oggi, purché armati della consapevolezza che si rendono necessari programmi aggiornati sia metodologicamente che tecnologicamente, può essere una arma vincente soprattutto per chi vuole mettersi in proprio, senza disporre di grandi risorse per gli investimenti iniziali.

Dal punto di vista degli adempimenti necessari, aprire una scuola di inglese è molto semplice: non esiste un albo cui iscriversi, quindi non ci sono requisiti professionali di accesso (esiste una organizzazione di categoria chiamata AISLI, tuttavia l’adesione non è obbligatoria e normalmente è riservata alle realtà medio-grandi). Dal punto di vista della logistica, il locale deve essere ovviamente in regola con le richieste della ASL e dei vigili del fuoco, ma i criteri non sono particolarmente restrittivi a meno che non si stia parlando di luoghi enormi nei quali ci siano contemporaneamente molte persone.

Nel caso di una società, è necessario costituirla presso un notaio e richiedere l’iscrizione alla camera di commercio. Se si tratta dell’attività di un singolo individuo dotato di p. iva, l’iscrizione alla camera di commercio non è indispensabile (ancorché consigliabile). Una volta espletate tutte le pratiche, si invia la comunicazione di avvio attività al comune.

Dal punto di vista della formazione e dell’orientamento, sicuramente, ad oggi il consiglio che si può dare sulla scorta dei dati è specializzarsi nell’inglese per bambini, oppure nell’inglese professionale ad alta specializzazione, che sono in effetti le richieste che avranno miglior successo nel futuro.

Il franchising conviene?

Per essere seguiti in tutti i passi dell’apertura, progettazione e avviamento di una nuova attività, alcuni preferiscono affidarsi ai grandi marchi che offrono l’affiliazione commerciale tramite il Franchising. Il franchising è un contratto che lega una azienda madre, esperta in un dato campo, ad una nuova azienda: l’azienda madre offre alla nuova affiliata una assistenza nei campi della legge, del commerciale e dell’organizzazione e il passaggio del proprio know-how assieme al marchio, che viene concesso dietro al pagamento di una fee iniziale (la cosiddetta entry fee) e di royalties su base mensile o annuale.

La fee iniziale può variare da un minimo di 5000 euro ad un massimo di 30mila euro, a seconda del marchio. Un altro elemento fondamentale del franchising è infatti il fatto di potersi fregiare del logo e della notorietà di un marchio noto, conosciuto ed apprezzato, che dovrebbe rendere più facile vendere. Queste tariffe sono elevate, ma la voce di spesa più impegnativa per entrare nel franchising di certi marchi è il dovere predisporre una sede che sia conforme all’immagine del gruppo, quindi si rende necessario affittare immobili in zone particolarmente care e ristrutturare ed arredare seguendo le indicazioni obbligatorie del frachisor (spesso usando anche solo i loro fornitori): il che fa lievitare moltissimo i corsi di apertura.

Esistono delle soluzioni più economiche, per chi non può affrontare una spesa iniziale così impegnativa: ci sono programmi di affiliazione e formazione per insegnanti di inglese che puntano soprattutto sulla metodologia e non pretendono che la sede sia conforme ad una immagine precostituita. In questi casi, la entry fee si aggira sui 4mila euro, e le royalties successive non superano i 1500 euro annui.

Quanto costa aprire una scuola di inglese

Naturalmente esiste una forte variabilità, che dipende sia dal luogo fisico scelto per l’apertura (grande città o piccolo centro, periferia o strada commerciale, metratura dell’immobile….) sia dalle apparecchiature tecnologiche con cui si vuole attrezzare i locali (lavagne multimediali, pc o tablet per gli alunni….)

Vale sicuramente la pena di fare un business plan e mettere in un foglio excel le voci di spesa inevitabile: affitto, ristrutturazione dei locali, arredamento, utenze, e successivamente assunzione e formazione del personale necessario, spese pubblicitarie e comunicative…Naturalmente si deve considerare che molte spese vanno in ammortamento).

Una volta chiarito un range di spesa, bisogna farsi una idea del prezzo di ogni corso e del numero di corsi che è necessario vendere per raggiungere il break-even point, ovvero il pareggio.

A seconda delle varie scelte che ogni titolare può fare, aprire una nuova attività di scuola di inglese può costare da un minimo di 10mila euro ad un massimo di 250mila euro.

Quanto guadagna una scuola di inglese

In Italia, ci sono tre tipologie fondamentali di attività di scuola di inglese.

Quelle molto grandi, spesso sono parte di aziende multinazionali o enti semi governativi, e possono avere un fatturato annuo superiore al milione di euro. Normalmente, le grandi scuole con un fatturato elevato sono concentrate nelle grandi città, spesso si occupano anche di certificazioni linguistiche e sono sedi di esame oltre che organizzazioni che erogano corsi.

Le scuole medie hanno un fatturato annuo compreso tra i 150mila euro e i 700mila euro.

Una grandissima parte delle attività sono più piccole di così, si tratta di organizzazioni minime, nelle quali lavorano al massimo un paio di insegnanti oltre al titolare, e raggiungono un fatturato compreso tra i 50 e i 150mila euro.

Esistono bandi per l’imprenditoria femminile?

Come abbiamo notato all’inizio di questo articolo, la stragrande maggioranza delle titolari di piccole aziende nel settore dell’educazione è donna.

Per questo vale la pena segnalare che il ministero dello sviluppo economico (MISE) mette a disposizione ogni anno svariati bandi.

Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile nasce per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile. Fondo è stato costituito per sostenere imprese femminili (intese come imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome) di qualsiasi dimensione, con sede legale in Italia. Possono beneficiare degli “incentivi” le imprese femminili costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA da meno di dodici mesi, oppure le persone fisiche che ancora non hanno aperto una p.iva.

Le agevolazioni (finanziamento a 8 anni a tassi estremamente agevolati e senza richiesta di garanzie) sono concesse a fronte di programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile nel settore della produzione agricola, commercio e turismo oppure servizi (e qui rientra la scuola di inglese). Si possono trovare le informazioni sul sito del MISE : https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-a-sostegno-impresa-femminile