L’Italia non è un Paese per l’impresa. Mediobanca: “Non ci si guadagna, anzi”

Pubblicato il 8 agosto 2012 17:20 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2012 17:22

bancaMILANO – L’Italia non è un Paese per fare impresa, parafrasando un famoso film. A sottolinearlo è Mediobanca secondo cui fare impresa nel nostro Paese non è remunerativo, anzi, il guadagno che se ne ricava non è sufficiente nemmeno a ripagare il costo del capitale, “tanto è vero che nelle attività industriali vi è stata una distruzione di ricchezza pari a 1,4 punti”. I dati provengono dal’indagine 2012 ‘Dati cumulativi di 2.032 imprese italiane’ dell’ufficio studi di Mediobanca. Una fotografia desolante che ci fa capire perché tantissime aziende decidono di delocalizzare la produzione, di scappare dall’Italia.

I grandi gruppi – sostiene Mediobanca – visti nella loro dimensione italiana, sono quelli che hanno sofferto di più, mentre è stata più contenuta la sofferenza delle medio e grandi imprese. La distruzione di valore ha risparmiato le sole imprese a controllo estero, grazie alla elevata redditività del capitale.

Secondo Mediobanca fare impresa in Italia resta sconfortante e controproducente anche se le banche nel 2011 sembrano aver aperto un po’ più i rubinetti del credito all’industria. Secondo l’annuale indagine sui ‘dati cumulativi di 2032 imprese italiane’ dell’ufficio studi di Mediobanca nell’ultimo anno è nuovamente aumentato il credito bancario (+4,6 miliardi) che ha coperto circa l’80% del maggior debito finanziario contratto (+5,8 miliardi). Guardando invece all’intero ultimo triennio vi è stata un’importante contrazione del debito bancario a medio lungo termine (-18,3 miliardi) ed un’espansione di quello a breve (+6,8 miliardi), con conseguente riduzione dei finanziamenti bancari per circa 11,5 miliardi.

L’allarme sulle imprese italiane lanciato da Mediobanca segue quello della Confcommercio, che ha registrato come l’Italia sia maglia nera per tutto: per utilizzo di tangenti, per il rapporto falsato tra impresa e giustizia, per la troppa burocrazia, per la lentezza della giustizia, per la nassa qualità dei servizi.