Imu, 2 miliardi in più senza giustificazione. Il costo dell’incertezza fiscale

Pubblicato il 3 Dicembre 2012 12:03 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2012 12:03
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Imu: 2 miliardi in più senza giustificazioni. E’ il costo dell’incertezza fiscale

ROMA – Imu: dei 5 miliardi che nel saldo di dicembre pagheremo in più rispetto a giugno, 2 miliardi non sono giustificati dal taglio inferto ai trasferimenti verso gli enti locali e in particolare verso i Comuni. Gianni Trovati sul Sole 24 Ore  attribuisce questa maggiorazione arbitraria dell’entità dei tributi, all’incertezza delle regole, tutta a carico dei cittadini. La colpa è “dei mille inciampi che hanno costellato la nascita dell’Imu, la sua distribuzione tra Stato e Comuni e i calcoli ufficiali sul suo gettito”.

Due miliardi di troppo quindi. L’immagine plastica della confusa paternità dell’imposta: comunale di nome, statale di fatto almeno per metà dei tributi riscossi sulle seconde case. Ambiguità che lede un principio fondamentale: il contribuente ha il diritto di sapere a chi imputare una misura fiscale, anche per, eventualmente, sanzionare con il voto i responsabili. L’Imu è aumentata per compensare i tagli agli assegni statali (“oggi si chiamano pomposamente fondi di riequilibrio”). E’ aumentata anche perché gli stessi Comuni hanno dovuto provvedere all’aumento delle aliquote senza sapere conoscere i dati esatti delle entrate. Quindi, avendone la possibilità, si sono orientati, specie nel Mezzogiorno, per alzare le aliquote al massimo consentito.

La responsabilità dei Comuni è grande: non tagliano sulla spesa corrente, aggravano i bilanci con nuove voragini contabili, mettono a bilancio entrate inesigibili. Ma anche lo Stato ha le sue colpe: “1200 Comuni si sono visti ridurre  ex post, poche settimane fa, i dati sull’Ici 2010”. In pratica, l’unico serie termine di confronto per decidere tagli e aggiustamenti.