Imu 2013 stile patrimoniale o 15 mld extra a imprese: Pd-Pdl contro aumento Iva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2013 9:07 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2013 9:07
Imu 2013 stile patrimoniale o 15 mld extra a imprese: Pd-Pdl contro aumento Iva

Angelino Alfano e Enrico Letta (foto Lapresse)

ROMA – Imu 2013 stile mini patrimoniale o altri debiti pagati alle imprese: due possibili soluzioni che il governo Letta starebbe studiando per evitare l’aumento dell’Iva dall’1 luglio 2013. Ne parla Roberto Mania su Repubblica.

Scrive Mania che nel governo ci sarebbe un asse tra Pd e Pdl: scongiurare l’Iva al 22% sembra diventata la priorità. Una priorità che addirittura potrebbe rimettere in campo la tanto odiata Imu.

O meglio, il Pdl preferirebbe trovare le coperture finanziarie (cioè i soldi che non entrerebbero se l’aumento Iva venisse congelato) attraverso il pagamento di 15 miliardi extra alle imprese. Si tratta di una parte dei 90 miliardi di debiti che la Pubblica Amministrazione deve ridare alle imprese. Con questi soldi extra verrebbe incrementato il gettito Iva. Questa soluzione è anche avallata (anzi è stata proposta) da alcuni uomini del Pd, Stefano Fassina in testa. Ma non piace al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e al premier Letta.

Un’altra parte del Pd invece preferirebbe riformulare l’Imu in maniera progressiva, cioè in base al valore della casa. Una sorta di Imu per ricchi. Ma è facile immaginare che nel Pdl non gradiranno questa soluzione, visto che l’abolizione dell’Imu è stata il punto forte della campagna elettorale di Berlusconi.

Ecco le due ipotesi spiegate nel dettaglio da Mania:

Fassina punta a congelare fino al primo gennaio del 2014 l’eventuale incremento dell’Iva e a recuperare il mancato gettito attraverso una nuova tranche da 15 miliardi (aggiuntiva rispetto a quella di 40 miliardi già approvata) di pagamenti dei debiti (in tutto oltre 90 miliardi) della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Più pagamenti, oltre a dare ossigeno alle aziende a corto di liquidità, significano anche un maggiore gettito dell’Iva. Fassina l’ha calcolato intorno ai due miliardi di euro, che servirebbero a compensare il mancato incremento dell’aliquota

Soluzione che, come detto, non piace a Saccomanni; “Non possiamo rischiare di tornare indietro proprio adesso che siamo usciti dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. Perderemmo la nostra credibilità. Non possiamo fare nuovo debito”

Questa invece l’ipotesi Imu, che secondo Mania incontrerebbe il favore di alcuni esponenti del Pd vicini a Letta:

rimodulazione della tassazione sulla casa sulla base dei redditi e dei carichi familiari almeno per una fascia border line appena sotto le ville e le residenze di lusso. Conti alla mano, circa metà del gettito Imu.