Imu 2013 seconda rata: il giorno delle aliquote. Pagamenti: codici, modelli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2013 9:59 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2013 15:16
Imu seconda rata: il giorno delle aliquote. Pagamenti: codici, modelli, errori

Imu seconda rata: il giorno delle aliquote. Pagamenti: codici, modelli, errori

ROMA – Imu seconda rata: il giorno delle aliquote. Pagamenti: codici, modelli, errori. Per il pagamento della seconda rata siamo all’atto finale: oggi è il giorno delle aliquote definitive, i Comuni devono pubblicare entro stasera le delibere con gli eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale. Resta così una settimana prima che scadano i termini del versamento, lunedì 16 dicembre. Se il Comune non pubblica (come d’obbligo) delibere e relative aliquote (quasi un Comune su 100 non ha un sito web), in sede di saldo la cifra dovuta replica esattamente quella della rata di giugno.

Chi deve pagare, aliquote: vai al sito web del Comune. Non solo per le aliquote va consultato il sito web del Comune che ha margini di discrezionalità per assimilare l’immobile all’abitazione principale e quindi esente dall’imposta. Per esempio il contribuente deve verificare se nel suo Comune sono esenti le case date in comodato d’uso (genitori e figli), o le abitazioni degli anziani ricoverati in casa di cura, o quelle dei residenti all’estero iscritti all’Aire; la casa di soggetti appartenenti alle Forze Armate.

Chi paga sicuramente. Devono rispettare la scadenza del 16 dicembre le abitazioni principali di lusso (cat. A/1, A/8, A/9); terreni agricoli incolti o in affitto; ex abitazione anziani in casa riposo o residenti all’estero sfitta, salvo delibera comunale contraria;  o seconde case; pertinenze di seconde case; uffici A/10, negozi, depositi, fabbricati strumentali, aree fabbricabili.

Come si calcola la base imponibile, i moltiplicatori. Per le abitazioni (cat. A tranne A/10) e pertinenze (cantine e soffitte cat. C2), box e autorimesse (C/6), tettoie (C7) si applica il moltiplicatore 160 (x 160) alla rendita  catastale maggiorata del 5%. Per uffici e studi, banche e assicurazioni si applica il moltiplicatore 80 (x 80) alla rendita  catastale maggiorata del 5%. Per i negozi si applica il moltiplicatore 55 (x 55) alla rendita  catastale maggiorata del 5%. Per i terreni, agricoli e non, si applica il moltiplicatore 135 (x 135) sul reddito dominicale maggiorato del 25%. Per opifici, alberghi e teatri (cat. D escluso D/5)  si applica il moltiplicatore 65 (x 65) alla rendita  catastale maggiorata del 5%.

Come si paga: codici ed errori da evitare. Si può utilizzare il modello F24 ordinario o semplificato, il bollettino postale (l’F24 consente di compensare eventuali crediti con l’Amministrazione). Anche se il saldo è zero va compilato un F24. A proposito di importi minimi, se il Comune non ha deliberato nulla, si fa riferimento alla legge statale, per cui se l’importo annuo è inferiore ai 12 euro (anche per effetto delle detrazioni) non c’è nulla da versare e non c’è bisogno di compilare alcun modulo.

Il pagamento va arrotondato per difetto se la frazione è inferiore o uguale a 49 centesimi, per eccesso se è superiore a 49. Le abitazioni principali di lusso pagano con il codice tributo 3912. Per tutti gli altri fabbricati (con esclusione dei D) si usa il codice tributo 3918. Per i terreni il 3914.

Con l’F24 ordinario bisogna ricordarsi di di inserire nel rigo “sezione Imu e altri tributi locali” il codice catastale del Comune dove sono collocati gli immobili, il numero degli immobili suddivisi per codice di tributo, l’anno d’imposta di riferimento e l’importo da versare. In caso di comproprietà occorre compilare tanti modelli quanti sono i debitori d’impista, anche nel caso di coniugi in regime di comunione dei beni. Se ci sono crediti residui da compensare va evidenziato nel modello F24, anche se a saldo zero (sezione “importi a credito compensati”). Chi sceglie il modello 24 semplificato deve riportare le stesse indicazioni del modello ordinario con l’aggiunta del codice EL nel campo “sezione”.