Stop Imu seconda rata, ennesimo rinvio. Letta: “Una pura formalità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 novembre 2013 11:49 | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2013 16:31
Stop Imu seconda rata, ennesimo rinvio: manca ancora un miliardo di copertura

Stop Imu seconda rata, ennesimo rinvio: manca ancora un miliardo di copertura

ROMA – Stop Imu seconda rata, ennesimo rinvio: manca ancora un miliardo di copertura. Ennesimo rinvio per la cancellazione definitiva dell’Imu 2013 prima casa: il Consiglio dei Ministri di oggi non scioglie la questione che rinvia al prossimo appuntamento di martedì prossimo 26 novembre. Anche perché sul nodo della rivalutazione delle quote di Banca d’Italia si attende il via libera della Bce.

“Martedì saranno approvati entrambi i provvedimenti” sull’Imu e sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia e “la seconda rata dell’Imu non sarà pagata perché questo è un impegno da tempo preso” ha affermato il presidente del Consiglio Enrico Letta, che giustifica il rinvio con l’assolvimento di formalità contabili.

Fino alla mattinata di oggi l’accordo di governo sembrava cosa fatta: il “sacrificio” del ministro dell’Agricoltura Nunzia de Girolamo (taglio di 200 mln alla dotazione ministeriale) avrebbe dovuto, insieme alla maggiorazione degli acconti Irap-Ires delle imprese, contribuire al buco da circa un miliardo nella copertura prevista. Il nodo è l’esenzione dell’imposta Imu per i terreni agricoli, che costa 400 milioni di euro. Cui va aggiunto mezzo miliardo di euro per il complicato calcolo delle compensazioni dello Stato verso i Comuni.

Infatti, per cancellare i pagamenti Imu 2013 sia della prima che della seconda rata, il governo ha sempre fatto riferimento agli introiti derivanti dal gettito dell’ultimo anno di pagamento, il 2012: compresi  terreni e fabbricati agricoli, a dicembre  dell’anno scorso entrarono 2,4 miliardi di euro. Ma nel 2013, 600 Comuni avevano aumentato l’aliquota base del 4 per mille, portandola in molti casi al 6 per mille, con una differenza rispetto al 2012 che ammonta appunto a circa mezzo miliardo di euro.