Imu e Cig, governo sotto assedio. Letta: “Niente miracoli”

Pubblicato il 16 Maggio 2013 18:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2013 19:51
Imu e Cig, governo sotto pressione di imprese e commercianti

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Il premier Enrico Letta. Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini (Foto Lapresse)

ROMA – Sospensione dell’Imu solo sulla prima casa e rifinanziamento della Cig, per poco meno di un miliardo. Questo è quanto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è disposto a mettere venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Di più non si può per il momento, ma imprese e commercianti scalciano e fanno pressing sul governo. Il premier Enrico Letta tiene il pugno duro: “Quello di domani non sarà il decreto dei miracoli”, ha fatto sapere da Varsavia. Sarà un decreto fatto di “scelte che ci consentono di avere 100 giorni di tempo per fare le riforme”, ha aggiunto Letta, spiegando che si tratta di ”riforme a favore delle imprese, delle famiglie, della lotta alla disoccupazione” giovanile. ”Parleremo con tutti e cercheremo di dare risposte a tutti, sulle imprese, sui terreni agricoli, sulla riforma degli strumenti di cassa integrazione”. ‘‘Speriamo di poter dare molte risposte. Ma non miracoli’‘, ha ribadito.

Intanto però la situazione si fa sempre più complicata, con segnali di crescente tensione. E mentre il capogruppo Pdl, Renato Brunetta, lancia un ultimatum al governo, durante la trasmissione Porta a Porta: “Entro agosto bisogna fare la riforma complessiva della tassazione degli immobili, compresi i capannoni, altrimenti cadrà il governo Letta”. Dallo stesso lato della barricata si mettono commercianti e imprese.

Senza il rinvio del pagamento dell’Imu per i capannoni industriali si prospetta un aumento dell’imposta sulle aziende del 51%. A dare l’allarme è la Cgia di Mestre, che comunque resta fiduciosa in attesa del 29 maggio. “Se in quella data la Commissione europea chiuderà il processo di infrazione per eccesso di deficit contro il nostro Paese – spiega il segretario dell’associazione, Giuseppe Bertolussi – secondo quanto dichiarato nelle settimane scorse dal ministro Saccomanni, il nuovo governo avrà a disposizione 12 miliardi di euro per poter abbassare l’Imu sulla prima casa e sulle attività produttive, scongiurare l’aumento dell’Iva previsto per il prossimo luglio ed ammorbidire la Tares che, altrimenti, per le famiglie e le imprese sarà una vera e propria stangata”.

Confcommercio è già sul piede di guerra. “Noi abbiamo sempre chiesto e ribadiamo con forza che la sospensione del pagamento dell’Imu deve riguardare anche gli immobili strumentali, compresi alberghi e negozi – afferma il presidente Carlo Sangalli –  ogni passaggio discriminatorio sarebbe inaccettabile“.

Contestualmente si leva il grido d’allarme di Confindustria. “Le imprese sono veramente con l’acqua alla gola e per avere un minimo di attività sono obbligate anche a calare i prezzi: non è un segnale positivo”: ha detto il numero uno degli industriali, Giorgio Squinzi a margine del congresso Angaisa a Milano.

Intanto la Cgia di Mestre, diffonde i dati su un rinvio della sospensiva Imu sui capannoni. Per 38 Comuni capoluogo di provincia su 101 presi in esame dalla Cgia, l’incremento della prima rata sui capannoni sarà addirittura del 51%. Tra queste 38 amministrazioni, la Cgia segnala che gli aumenti piu’ significativi in termini assoluti si registreranno a La Spezia (+3.647 euro rispetto al 2012), a Taranto (+1.736 euro) e a Brescia (+1.472 euro).

E pure sulla cassa in deroga le prospettive non sono rosee. E’ corsa contro il tempo quindi, se il decreto deve essere pronto per domani come annunciato, per trovare un compromesso che spinga magari la dotazione fino almeno al miliardo di euro preventivato. Ma sarà l’ultima volta a queste condizioni, ha annunciato il ministro del lavoro, Enrico Giovannini. Cioè si procederà a una riforma degli ammortizzatori sociali e a una sua razionalizzazione. In pratica, si dovranno consentire aiuti più selettivi. La cassa in deroga, che a differenza di quelle ordinaria e straordinaria non si finanzia con i contribui di imprese e dipendenti, non sarà più destinata ai soggetti che hanno perso il lavoro. Per loro vanno studiate altre forme di sostegno.