Imu, agevolazioni, agricoltura, storici, Iacp. L’esente paga l’acconto

Pubblicato il 26 Aprile 2012 10:23 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2012 10:40

ROMA – Dimore storiche, disabili, residenti all’estero, fabbricati rurali, facciamo il punto su agevolazioni e esenzioni Imu. Il decreto fiscale approvato martedì ha corretto e apportato modifiche all’Imu, a proposito di agevolazioni e esenzioni. A questo riguardo è bene ricordare che dove il Comune prevede esenzioni o abbassamenti delle aliquote sulla prima casa ai proprietari, lo Stato obbliga l’esente a pagare l’acconto, in sede di saldo procederà alla restituzione. Ricapitolando, con l’aiuto delle tabelle pubblicate dal Sole 24 Ore, vediamo la mappa delle agevolazioni.

Per l’abitazione principale, i Comuni posso decidere di equiparare la tassazione sugli immobili di anziani o disabili o di cittadini italiani residenti all’estero (purché non locate) a quella per la prima casa, ma lo Stato non rinuncia alla sua quota (la differenza ce la mette il Comune).

Sugli immobili invenduti il Comune può disporre una riduzione per tre anni dell’aliquota sino a un minimo del 3,8 x mille. Agli immobili appartenenti alle imprese e per i beni dei soggetti Ires i Comuni possono applicare l’aliquota ridotta sino allo 0,4%. I Comuni potrebbero differenziare le aliquote ridotte per tali fattispecie anche per varie categorie di beni. I fabbricati rurali strumenti strumentali in zone montano-collinari sono esenti. Per gli altri fabbricati rurali strumentali l’aliquota è dello 0,2 per cento. Le aree fabbricabili di proprietà di imprenditori agricoli professionali (Iap) e società agricole sono trattate come terreni. I terreni agricoli in zone montane o parzialmente montane (collinari) sono esenti, mentre per quelli non esenti di Iap vale una franchigia di 6mila euro sulla base imponibile e ulteriori riduzioni dell’imposta dal 25% al 70 per cento. Su tutti i terreni agricoli di proprietà Iap il moltplicatore ai fini della base imponibile è 110 anziché 135. I comuni possono comunque ridurre sino allo 0,1% l’aliquota sui fabbricati rurali non esenti. Infine, l’acconto di giugno è ridotto al 30% per i fabbricati rurali strumentali e, quando non sono accatastati (anche se non strumentali), si versa solo a saldo

Le dimore storiche beneficiano di una riduzione del 50% della base imponibile, come gli immobili inagibili. Sono esenti dalla quota statale gli immobili dei Comuni, degli ex Iacp e delle cooperative a proprietà indivise. Esenzione totale per gli immobili degli enti non commerciali destinati esclusivamente ai compiti precisati nella legge. A discrezione dei Comuni è l’aliquota ridotta sino a un minimo dello 0,4% per le abitazioni locate.

Qualche dubbio resta sull’anticipo nella rata di giugno. Per esempio, su una casa da 100 mila euro, con l’aliquota base allo 0,4%, l’Imu sarebbe di 400 euro, meno i 200 della detrazione automatica: se il Comune stabilisse dopo giugno l’aliquota allo 0,2%, l’imposta non sarebbe nemmeno dovuta ma alla prima rata di giugno il contribuente dovrebbe versare ugualmente i 100 euro previsti senza la decurtazione comunale. Pagheranno in acconto e saranno rimborsati anche loro?