Imu, si cambia: 1 solo sconto a famiglia, esenzione per stabili comunali

Pubblicato il 17 Febbraio 2012 9:13 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2012 9:13

ROMA – L’Imu è appena entrata in vigore, ma già si cambia: ogni nucleo familiare potrà godere degli sconti solo su una abitazione e ci sarà l’esenzione della tassa sugli immobili comunali. Queste le modifiche che dovrebbero essere contenute nella bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana.

La prima novità interesserà le famiglie. Intervenendo sull’articolo 13 della manovra di Natale – che ha anticipato dal 2014 al 2012 l’arrivo del nuovo tributo sugli immobili e ne ha esteso l’ambito alla prima casa – le norme messe a punto dal governo precisano che, per abitazione principale, deve intendersi quella in cui non solo il proprietario ma anche il suo nucleo «dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente». Con il post scriptum che le agevolazioni applicabili – a cominciare quindi da quella di 200 euro più 50 per ogni figlio residente di età inferiore ai 26 anni sull’Imu prima casa – si applicano «per un solo immobile» anche se i singoli familiari hanno la dimora o la residenza in un altro stabile dello stesso Comune.

Altra novità, i municipi non dovranno versare l’imposta sugli immobili di cui hanno la proprietà o un altro diritto reale. Esenzione che riguarderà tutti gli stabili posseduti dall’amministrazione comunale per fini istituzionali, seppure ubicati nel territorio di un altro municipio.

Sempre in materia di comuni, ogni sindoca potrà aggiustare l’aliquota da chiedere ai propri cittadini in su o in giù e anche stabilire a quanto ammonta il bonus figli. Ogni comune, quindi, pagherà una tassa diversa. Ma per apportare queste variazioni  dal 2013 i sindaci dovranno inviare la richiesta di modifiche per via telematica al sito internet del dipartimento Finanze dove sarà poi pubblicata. L’invio dovrà avvenire entro il 23 aprile e la pubblicazione entro il 30 dello stesso mese se i primi cittadini vorranno renderle applicabili retroattivamente da gennaio. Fermo restando che l’obbligo di utilizzare il web varrà per tutti gli interventi su tributi e tariffe comunali.

Per quest’anno invece ciò che è stato è stato. Ai fini dell’acconto di giugno i contribuenti dovranno calcolare, ovunque, il quantum da versare sulla base dell’aliquota di partenza dello 0,4% (0,76% dalla seconda abitazione in poi), senza tenere conto delle eventuali variazioni in su o in giù decise dai sindaci. E lo stesso varrà anche per la detrazione da 200 euro.