L’Imu, la tassa che piace a Tremonti (e ai Comuni). Ma Berlusconi frena

Pubblicato il 22 luglio 2010 12:09 | Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2010 12:10

L’aveva pensata qualche tempo fa il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: la tassa Imu, una tassa per i Comuni che avrebbe accorpato altre imposte: l’Irpef sugli immobili, l’imposta di registro sulle transazioni immobiliari e la tassa ipotecaria catastale dovuta sui mutui, che verrebbero abolite.

In tutto circa 15 miliardi per i Comuni, più o meno la stessa cifra che arriva dallo Stato. Ma Berlusconi frena: non vuole assolutamente che in un momento di scarsa popolarità si torni a parlare di tasse. E l’Imu, appena nata, sembra già incamminarsi spedita sul viale del tramonto.

Eppure l’imposta averebbe anticipato in qualche modo il federalismo fiscale, dando agli enti locali tanti soldi da gestire direttamente. Non solo: il progetto di Tremonti avrenne consentito ai Comuni di riesumare la tanto compianta Ici, l’imposta comunale sugli immobili, abolita dal governo Berlusconi. Come? Introducendo un’ “addizionale Imu” che sostituisce Tarsu, Tosap, Cosap e imposta sulle insegne e la pubblicità.

Ma niente da fare, il momento è delicato, di nuove tasse neanche a parlarne. Con buona pace dei Comuni.