Imu prima casa, ecco chi paga il 40% della seconda rata. La furbata dei sindaci

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2013 11:36 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2013 15:07
Imu prima casa, dove si paga mezza seconda rata. La furbata dei sindaci

Imu prima casa, dove si paga mezza seconda rata. La furbata dei sindaci

ROMA – Imu prima casa, ecco chi paga il 40% della seconda rata. La furbata dei sindaci. In 873 Comuni (quelli calcolati fino ad ora, ma c’è tempo fino al 9 dicembre perché crescano ancora di numero) si pagherà una quota, circa il 40%, della seconda rata Imu prima casa. L’appuntamento è per il 16 gennaio. Ma come, non l’avevano abolita? La prima rata sì, cancellata definitivamente. La seconda anche ma con il trucco, anzi, in molti casi una vera furbata. In pratica i proprietari dovranno integrare di tasca loro una quota della differenza tra l’Imu calcolata con aliquota standard al 4 per mille e l’Imu calcolata con le vere aliquote imposte  dai Comuni che tra il 2012 e il 2013 l’avevano elevata.

La furbata è che molti sindaci l’avevano alzata di proposito per scontare compensazioni più alte da parte dello Stato per il mancato gettito in bilancio. Ma la somma delle compensazioni era stata già fissata da un Governo che avrebbe dovuto dire chiaramente prima che avrebbe compensato considerando l’aliquota standard. E così adesso è un caos, per i bilanci comunali ancora da definire e per il Governo stesso che non mantiene ciò che promette perlomeno con una decina di milioni di proprietari di casa. “Anche noi #comuni dobbiamo essere seri e schietti. Alcuni aumenti #lastminute#Imu#primaCasa al massimodell’aliquota sono delle furbate!” è la confessione su twitter di Alessandro Cattaneo, sindaco Forza Italia di Pavia.

Ricapitolando. La metà del gettito Imu sulla prima casa (250 milioni circa) che arriva nei comuni come differenza tra l’aliquota base (il 4 per mille) e l’aumento deliberato dovrà essere pagata comunque dai contribuenti in oltre 40 comuni capoluogo: tipo Roma e Milano. L’abolizione della seconda rata Imu non esenterà quindi tutti. Ma c’è ancora la possibilità che la situazione cambi: i Comuni hanno infatti la possibilità fino a fine novembre di ritoccare ancora le aliquote. E fino al 9 dicembre per pubblicare le delibere.

Alcuni sindaci potrebbero dunque ancora aumentare l’aliquota. E il conto potrebbe essere più salato. Anche perché, da quanto si apprende, invece che il 50% la quota da pagare potrebbe arrivare al 60%, circa 300 milioni. Intanto, ad esempio, sicuramente a Roma, Milano, Napoli, Palermo bisognerà pagare. Ecco i Comuni capoluogo che hanno alzato rispetto all’aliquota base del 4 per mille. In alcuni c’è una ‘forchetta’ che puo’ dipendere, ad esempio, dal’aliquota prevista scaglionata per fasce di reddito.

Le aliquote Imu prima casa città per città.

Alessandria 6%,  Ancona 5,5%,  Avellino, 5,5%, Arezzo 5%, Agrigento 6%, Belluno 5%, Benevento 5%, Catania 6%, Cagliari 4,5, Campobasso 5%, Catanzaro 6%, Caserta 6%,  Cremona 5%, Forlì 5,5%, Foggia 5,5%, Genova 5%, Grosseto 4,4%, La Spezia 6%, Livorno 5,8%, Messina 6%,  Milano 6%, Modena 5,2%, Napoli 5%,  Novara 5%, Parma 6%, Pavia 5%, Palermo 4,8%, Piacenza 6%, Potenza 5%, Pistoia 6%, Perugia 5%, Roma 5%, Rieti 6%, Ravenna 5%, R.Emilia 5%, Rimini 6%,  Rovigo 6%, Siena 5,5%, Salerno 4,7%, Terni 5,5%, Teramo 4,6%, Torino 5,75%, Verona 4,8%, Varese 4,5%, Verbania 5,5%.