Imu prima casa quanto mi costi: media 84€, a Roma +102%. I dati Caf

Pubblicato il 29 luglio 2012 15:02 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2012 15:17

imuROMA – Imu prima casa quanto mi costi, dicono lavoratori e pensionati che hanno versato in media per la prima casa un acconto Imu di 84 euro e
un importo medio dei 161 euro per gli altri immobili, ma se si considerano le sole città di Milano, Bologna, Genova, Roma, Napoli e Palermo, l’importo pagato è stato più alto del 54% (129 euro), con punte del 102% a Roma. Sono i dati Caf Cisl su versamenti reali d’acconto di 1,2 mln di dipendenti-pensionati.

Per quanto riguarda la prima casa, dopo Roma tra le sei città esaminate nel dettaglio, l’impatto maggiore rispetto alla media nazionale si registra a Bologna (+140 euro per la prima casa +67%) quindi a Genova (+27%) e a Napoli (+25%). I contribuenti di Milano hanno invece pagato in media 99 euro per la prima casa (+18% rispetto alla media nazionale) e 224 per la seconda +39%. In controtendenza Palermo.

L’acconto medio pagato sulla prima casa è stato di 54 euro, al di sotto della media generale del 36% e quello sulla seconda casa di 168 euro, solo il 4% in più della media nazionale. I dati del Caf Cisl, che rappresenta circa il 18% del mercato dei caf nazionale, sono stati raccolti sui dati reali delle distinte di pagamento effettuate per i contribuenti che si sono rivolti alle loro sedi: circa 1,2 milioni di bollettini compilati in 900 sedi sul territorio.

Ovviamente i dati sono rappresentativi solo per i lavoratori dipendenti e i pensionati, cioè delle tipologie di cittadini che si rivolgono ai Caf. Questi hanno versato mediamente una prima rata Imu pari a 84 euro per la prima casa, che arriva a 161 euro di imposta media per gli altri immobili. Anche l’imposta media sulla seconda casa segna un +65% nei capoluoghi oltre la media nazionale (265 euro contro 161).

Anche per la seconda casa al primo posto è Roma con 325 euro, seguita da Bologna con 319; in questo caso anche Palermo, pur rimanendo il capoluogo con l’imposta media piu’ bassa, con i suoi 168 euro e’ – a differenza che con la prima casa – di poco sopra alla media nazionale. Altro dato interessante e’ quello sulle detrazioni per i figli conviventi: il 67% dei contribuenti del nostro campione infatti non ne ha (sul dato incide il fatto che tra i contribuenti che si rivolgono al Caf i pensionati sono sicuramente sovra rappresentati). Ci sono poi il 12% di famiglie con 1 solo figlio, il 17% con 2 e il 3% con 3 o piu’ figli conviventi. Il Caf Cisl ha elaborato anche la differenza in questi casi: i contribuenti senza figli hanno pagato circa 91 euro, quelli con un figlio 70 euro, quelli con 2 68 euro e quelli con tre o più figli 70 euro.

L’ultimo dato riguarda le rate, dopo la ”burrascosa” introduzione della possibilita’ di pagare in tre rate anziche’ due ma solo per l’abitazione principale. Oltre il 98% dei contribuenti ha scelto di pagare in 2 rate: solo l’1,6% degli assistiti ha scelto di pagare anche a settembre. Questa scelta e’ evidentemente collegata all’importo: si passa infatti da una prima rata media di 81 euro per chi ha pagato in due rate, contro ben 229 euro per la rima di tre rate

La possibilità, adottata sul filo di lana dal Parlamento, di effettuare il pagamento dell’Imu in tre rate non e’ piaciuta ai contribuenti. Solo l’1,8% ha scelto questa modalita’ di versamento.

Ad incidere sulla scelta è stato spesso l’ammontare dell’imposta dovuta: 81 euro da chi ha pagato due rate, 229 euro di chi ha optato per i tre versamenti.

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