Imu, niente sconti sulla prima casa. Pensionati stangati più dei ricchi

Pubblicato il 10 Maggio 2012 9:52 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 9:52

ROMA – Niente sconti sull’Imu sulla prima casa: il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha spiegato che le casse pubbliche non possono rinunciare al gettito di soldi che arriverà da questa tassa. Altrimenti, è il ragionamento del viceministro, ci sarà da inasprire la tassazione su seconda casa, negozi, uffici e capannoni.

Ma un articolo di Roberto Petrini, pubblicato su Repubblica, spiega invece che l’Imu peserà più sulle tasche dei pensionati che su quelle dei contribuenti più abbienti. Ai vertici della piramide, scrive Petrini, i redditi più alti sentono meno la mano del fisco, almeno per la prima casa: oltre i 75 mila euro di reddito sono solo mezzo milione coloro che pagano l’Imu, il 72,2 per cento dei proprietari, come nella media, mentre il restante 30 per cento sfuggirà alla tassa. Ma c’è di più: buona parte dei benestanti hanno case nei centri storici e beneficiano dei vecchi accatastamenti con valori più bassi.

I pensionati, oltretutto, spiega Petrini, non possono beneficiare delle detrazioni per i figli a carico.

Petrini cita poi i dati diffusi dal ministero dell’Economia: Il dato generale è che i contribuenti sono 41,5 milioni, di questi i proprietari di una prima casa in Italia sono 24,2 milioni, di cui 17,5 milioni, ovvero il 72,2 per cento, paga l’Imu (194 euro in media per ciascun proprietario). Ma che cosa accade all’interno della media nazionale? Nella fascia più bassa emergono le maggiori contraddizioni: gli italiani che guadagnano meno di 10 mila euro sono 14,1 milioni, solo la metà di questi possiede una casa (il 44 per cento), e di questi quasi tutti (il 94,8 per cento) cade sotto la tagliola dell’Imu.