Imu, quando non paghi casa per figli e coniuge separato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 11:41 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 11:41
Imu, quando non paghi casa per figli e coniuge separato

Imu, quando non paghi casa per figli e coniuge separato

ROMA – Se si hanno dei figli o dei coniugi separati che vivono nella seconda casa in comodato d’uso è possibile non pagare l’Imu. Nella nuova legge di Stabilità che arriverà in Senato, spiega il Messaggero, ci saranno anche le nuove regole per le esenzioni dall’imposta sulla casa. Per ottenere l’esenzione dall’Imu infatti i figli devono abitare nella seconda casa che deve essere nello stesso Comune di residenza dei genitori.

Il Messaggero spiega che ci sono quindi dei paletti all’esenzione e che novità nella legge di stabilità arrivano anche per il Mezzogiorno:

“Ma saranno posti dei paletti: nel primo caso l’abitazione dovrà sorgere nello stesso Comune di residenza dei genitori, nel secondo l’azzeramento del prelievo potrà riguardare comunque un solo immobile. Si lavora anche all’aliquota Imu agevolata per coloro che mettono in affitto un’abitazione attraverso il meccanismo dei canoni concordati: obiettivo è ridurre se non proprio dimezzare quella orfinaria fissata al 7,6 per mille.

Quanto al Mezzogiorno, l’intensificazione dello sconto contributivo per chi assume consisterà semplicemente in un’estensione temporale, da due a tre anni, del beneficio riconosciuto a tutto il Paese. Il quadro dovrebbe essere più chiaro domattina, quando riprenderanno i lavori della Commissione bilancio, in vista del passaggio del testo in aula previsto per mercoledì.

Intanto il governo ha ufficializzato il trasferimento nella legge di Stabilità del decreto sulla contabiltà regionale, che sarà quindi lasciato decadere dopo essere entrato in vigore. Ed è stato presentato dalle relatrici Zanoni (Pd) e Chiavaroli (Ncd) anche un emendamento sui farmaci innovativi. Prevede che la spesa per questa voce concorra al tetto della spesa farmaceutica territoriale solo per la quota che eccede un apposito fondo. Un passo avanti apprezzato dalle Regioni, che però fanno notare come resti aperto il tema del finanziamento: la novità infatti secondo la relazione tecnica non ha effetti sui saldi di finanza pubblica”.