Imu, “ribellione civile” in Veneto. Parte da Valle di Cadore

Pubblicato il 18 Maggio 2012 11:34 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2012 11:44

VALLE DI CADORE (BELLUNO) – L'idea di alcuni sindaci veneti è quella di attuare una "ribellione civile" contro l'Imu. Capofila dell'iniziativa è Valle di Cadore un invito a tutti i Sindaci del Veneto, e non solo, a una ''ribellione civile'' contro l'Imu.

E' stato infatti approvato, senza voti contrari, un emendamento, proposto dal capogruppo di maggioranza in Comune e vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani, che impone all'Ufficio Tributi di specificare in tutti i modelli di pagamento, con grande evidenza, che ''la presente Imposta Municipale è tale solo nel nome in quanto, per parte rilevante della stessa, il Comune e' soltanto esattore per conto dello Stato''.

Nella seduta di ieri l'assemblea comunale era infatti chiamata ad approvare, tra le altre cose, anche la delibera che stabilisce le aliquote Imu. ''L'occasione – spiega Toscani – è stata propizia per dare il via a una protesta a costo zero, civile, democratica, legale, ma nel contempo forte e incisiva''.

''La trasformazione dell'imposta comunale sugli immobili (Ici) nell'imposta municipale (Imu) – aggiunge Matteo Toscani – è una vera porcata da parte dello Stato. Si obbligano infatti i Comuni all'impopolarità derivata dalla riscossione di una gabella assai gravosa per le famiglie, soprattutto in un momento di grande e diffusa difficoltà economica. In realtà buona parte dei proventi finisce nelle fameliche casse dello Stato. Ho ritenuto perciò doveroso informare i cittadini che, in questa vicenda, i Comuni sono involontari protagonisti, meri esattori per conto di Roma''.

''I sindaci – afferma ancora Toscani – si sporcano le mani, mentre il governo centrale continua a pretendere dal territorio risorse per tentare di riempire un pozzo senza fondo. E' come pretendere di riempire d'acqua un cesto di vimini''. ''L'emendamento non è una provocazione ed anzi spero che possa trovare diffusa condivisione, per far comprendere ai professori che ci governano che la pazienza è finita''.