Imu: stangata terreni. Esenti solo sopra 600 metri. Sotto si paga il 16 dicembre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2014 10:26 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2014 10:26
Imu: stangata terreni. Esenti solo sopra 600 metri. Sotto si paga il 16 dicembre

Imu: stangata terreni. Esenti solo sopra 600 metri. Sotto si paga il 16 dicembre

ROMA – Imu: stangata terreni. Esenti solo sopra 600 metri. Sotto si paga il 16 dicembre. A caccia di “una somma non inferiore a 350 milioni di euro” dal gettito dei Comuni (servono per il bonus Irpef) il Governo rivede i criteri  di tassazione Imu sui terreni. Cioè estende il numero dei Comuni in cui scatta l’imposta Imu 2014 che dovrà essere pagata entro il 16 dicembre. Il decreto del Governo prevede che l’attuale esenzione per tutti varrà soli in 1578 Comuni invece degli attuali 3524. Il criterio è l’altitudine: nei Comuni “montani” o parzialmente montani oggi non  si paga l’Imu sui terreni.

La legge limita questa il numero dei Comuni montani esenti. Sopra i 600 vale ancora l’esenzione Imu sui terreni per tutti (1578 Comuni). Tra 281 metri e 600 l’esenzione da oggi vale solo per gli agricoltori e imprenditori agricoli professionali (2568 Comuni). Fino a 280 metri (3912 Comuni) pagano tutti.

Tra i Comuni «parzialmente montani» destinati a perdere completamente l’esenzione si incontrano per esempio Roma, Palermo, Bologna, Messina e Trieste dove parte del territorio comunale è oggi classificata come montana e quindi ha finora garantito l’esclusione dall’Imu dei terreni. Trento, Foligno, Carbonia e altri 567 Comuni, oggi etichettati come «interamente montani» dall’Istat, registrano un’altitudine al centro inferiore ai 281 metri, e quindi i loro terreni rientreranno nell’ambito di applicazione dell’Imu.

Per far partire questo cambio di regole, come detto, manca ormai solo la pubblicazione del decreto sulla «Gazzetta», indispensabile per far quadrare i conti del bilancio statale. I tempi, però, sono davvero strettissimi, perché alla scadenza dei termini per il saldo Imu mancano ormai solo 19 giorni lavorativi: la concreta attuazione della norma, insomma, rappresenterebbe l’ennesima deroga plateale allo Statuto del contribuente. (Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore)