Imu e Tasi prima casa 17 giugno: per l’esenzione serve residenza anagrafica e dimora abituale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 giugno 2019 9:09 | Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2019 9:09
Imu e Tasi prima casa 17 giugno: per l'esenzione serve residenza anagrafica e dimora abituale

Imu e Tasi prima casa 17 giugno: per l’esenzione serve residenza anagrafica e dimora abituale

ROMA – Il 17 giugno prossimo è il giorno in cui scadono i termini per versare l’acconto delle tasse Imu e Tasi sulla prima casa nel caso l’immobile sia considerato di lusso e registrato alle categorie catastali  A/1, A/8 e A/9 (per tutti le altre categorie scatta l’esenzione): a questi immobili (e relative pertinenze) si applica l’aliquota deliberata dal Comune di residenza cui va sottratta la detrazione fissa di 200 euro.

Quindi pagano Imu e Tasi sull’abitazione principale solo i possessori di immobili di lusso, tutti gli altri sono esentati. Un po’ più complicato il caso di chi dispone di più immobili nello stesso Comune: la scelta di dove fissare la residenza non è indifferente per il Fisco, non può essere cioè arbitraria come nel caso di due coniugi che “spacchettano” la residenza per accedere entrambi all’esenzione come prima casa.

In questo caso, per accedere all’esenzione, si deve stabilire in anticipo residenza e dimora abituale della famiglia: solo su quell’immobile varrà l’esenzione prima casa, mentre l’altro risulterà non esente da Imu e Tasi in quanto seconda casa. Non è un passaggio solo burocratico: in caso di accertamento si verrà sanzionati per evasione fiscale e perseguiti penalmente per il reato di falso in atto pubblico. 

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Diverso il caso di due immobili della stessa famiglia ubicati però in due Comuni differenti: in questo caso possono essere considerate due abitazioni principali e tassate (quindi esentate) come prima casa “poiché in tale ipotesi il rischio di elusione della norma è bilanciato da effettive necessità di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro Comune, ad esempio, per esigenze lavorative”. (fonte Sole 24 Ore)