Imu non è uguale per tutti: pagano di più ricchi e anziani

Pubblicato il 22 Novembre 2012 12:38 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2012 12:38
Imu non è uguale per tutti: pagano di più ricchi e anziani

Imu non è uguale per tutti: pagano di più ricchi e anziani

ROMA – Pagano di più i ricchi e gli anziani. Pagano di più al Nord e al Centro rispetto al Sud. L’Imu non è uguale per tutti. La tassa infatti ha come base di calcolo le rendite catastali ferme a vent’anni fa. E così succede che a Bari il peso relativo della nuova tassa sugli immobili è quasi il doppio che a Napoli.

Le analisi sull’effetto Imu arrivano dal dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia, in uno studio preparato per il rapporto “Immobili in Italia 2012”. Gli ultimi dati elaborati dal ministero proiettano il gettito Imu del 2012, esclusi terreni e aree fabbricabili, a 18 miliardi di euro, dei quali 12,6 a carico delle persone fisiche: 3,3 miliardi dall’imposta sulle “prime case”, che ha colpito il 68% dei contribuenti, 14,7 da tutto il resto.

Scrive Mario Sensini per Il Corriere della Sera:

L’importo medio è di 761 euro, ma è molto più contenuto per l’abitazione principale, per la quale, in media, gli italiani avranno pagato a fine anno 206 euro. La tassa, rivela lo studio, è molto “concentrata” sugli immobili di maggior pregio e sui contribuenti con i redditi più elevati. Considerando solo le proprietà delle persone fisiche, il 10% delle unità con le rendite catastali più elevate paga il 44,7% dell’Imu complessiva, con un importo medio di 2.693 euro, mentre il 10% dei contribuenti i cui immobili sono caratterizzati dalle rendite più basse versa appena il 2,8% del totale.

Inoltre il 10% dei contribuenti con i redditi maggiori (tutti quelli che dichiarano oltre 55 mila euro annui lordi), pagano circa il 20% dell’Imu complessiva. Mentre il 50% dei redditi più bassi arriva al 10% dell’imposta complessiva. Il che, secondo il ministero, “evidenzia un effetto redistributivo abbastanza rilevante”. La maggior parte dei contribuenti Imu si colloca nella fascia di reddito che va da 10 a 26 mila euro, e versa il 33,7% dell’imposta totale. E con l’aumento della ricchezza cresce anche l’importo medio della tassa, che sale dai 301 euro pagati da chi dichiara meno di 10 mila euro, agli oltre 2 mila sborsati da chi denuncia più di 75 mila euro.

A pagare la quota maggiore dell’Imu sono i pensionati. Coloro che hanno prevalentemente un reddito da pensione (il 39,8% dei contribuenti) pagano il 35,5% dell’Imu, a fronte del 25,6% versato dai lavoratori dipendenti (che sono il 41% dei contribuenti), il 13,3% degli autonomi, il 25,3% che attiene ai contribuenti che hanno prevalentemente redditi fondiari. “La nuova Imu – si legge nel rapporto – concentrando il prelievo sui contribuenti più anziani redistribuisce in parte il reddito tra generazioni e favorisce i contribuenti più giovani, che raramente sono proprietari di un immobile”. Secondo il rapporto delle Finanze meno del 4% dei contribuenti Imu, infatti, ha meno di 31 anni di età.