Imu/Tasi stop? Rischio “supplementari” a gennaio 2016

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 13:02 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 13:02
Imu/Tasi stop? Rischio "supplementari" a gennaio 2016

Imu/Tasi stop? Rischio “supplementari” a gennaio 2016

ROMA – E’ saltata l’ultima recentissima “sanatoria ritardata” da poco approvata in Senato sulle delibere dei Comuni approvate dopo il 30 luglio e fino al 23 settembre: le condizioni di pagamento del saldo di Imu e Tasi del 16 dicembre restano le stesse, cioè la stessa cifra pagata a giugno (anche in caso di approvazione varrebbe la sanatoria dal 1° gennaio prossimo), ma il rischio è che in qualche Comune (sono 884) toccherà tornare a gennaio per eventuale differenze a causa degli aumenti delle aliquote intervenuti (raramente riduzioni). Un problema di tasca (per i contribuenti), di cassa per i Comuni, ma anche politico –  spiega Gianni Trovati sul Sole 24 Ore- per il governo che cerca di correre ai ripari.

C’è un problema politico evidente, nato dalla contraddizione fra l’idea di celebrare a dicembre il “funerale delle tasse sulla prima casa” e la possibilità di richiamare nel 2016 alla cassa i contribuenti, anche se in una minoranza di Comuni e per importi non enormi.

Molti ostacoli, poi, sono di carattere tecnico: la mini-Imu dello scorso anno, nata dall’esigenza di far pagare ai proprietari quella quota di aumenti locali che non era stata coperta con le manovre dal governo Letta, ha rappresentato finora la vetta dei calcoli cervellotici imposti a contribuenti e consulenti fiscali, ma impallidirebbe di fronte al nuovo conguaglio: in questo caso, infatti, per ognuna delle 2.162 delibere approvate dopo la scadenza del 30 luglio bisognerebbe capire se ci sono aumenti (alcune introducono invece delle riduzioni di imposta oppure si limitano a confermare i vecchi parametri) e per quali tipologie di immobili, perché a differenza della mini-Imu la questione non sarebbe limitata all’abitazione principale ma interesserebbe una platea diversa da Comune a Comune. (Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore).