Inpgi: ai giornalisti per la pensione di anzianità non bastano più 40 anni di contributi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2015 14:59 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2015 15:03
Inpgi: ai giornalisti per la pensione di anzianità non bastano più 40 anni di contributi

Inpgi: ai giornalisti per la pensione di anzianità non bastano più 40 anni di contributi

ROMA – Non basterà aver lavorato per 40 anni, ai giornalisti, per andare in pensione. È quello che prevede la riforma delle pensioni alla quale sta lavorando l’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti. Contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato una settimana fa, presentando la bozza di riforma, il presidente dell’istituto Andrea Camporese ha precisato ieri che il requisito dei 40 anni non sarà più sufficiente: si sta lavorando all’ipotesi di consentire di accedere alla pensione di anzianità solo a chi ha raggiunto i 62 anni di età.

Nella bozza è previsto un graduale innalzamento dell’anzianità minima (oggi fissata a 35 anni, con penalizzazioni progressive) portandola a 40 anni entro il 2020, ma portando subito la soglia minima di età per accedere alla pensione a 62 anni. Nessuna gradualità è invece prevista per chi ha raggiunto i 40 anni di contributi, che andrebbe incontro a uno “scalone” di cinque anni: dai 57 ai 62 anni con effetto immediato.

La precisazione del presidente Camporese è stata accolta, nel consiglio d’amministrazione dell’Inpgi, da un coro di dissensi, a cominciare da quello del segretario della Fnsi Raffaele Lorusso, che ha segnalato come il primo effetto di un simile “scalone” sarebbe l’esodo immediato di tutti i giornalisti che hanno già raggiunto i requisiti previsti dall’attuale sistema. Di fronte alle numerose proteste, il presidente dell’Inpgi si è riservato di avanzare una nuova proposta, che dovrà poi essere ratificata dal Consiglio generale convocato per la fine di luglio.