Internet: la rivincita di Yahoo!

Pubblicato il 28 Aprile 2010 16:03 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2010 16:41

La rete non è solo Google. A dirlo è Carol Bartz, amministratore delegato di Yahoo!. “Non considerateci fuori dai giochi: nella Silicon Valley le cose possono cambiare molto in fretta. In fondo la Apple è stata ferma per otto anni”.

In realtà Yahoo! è già molto presente negli Stati Uniti e in Asia. Il punto debole è il mercato europeo. Ecco allora che nei piani di Bartz c’è anche l’intenzione di focalizzare un po’ di più l’attenzione sul Vecchio Continente.

“L’Europa è un mercato chiave per noi”, ha spiegato Carol Bartz, “e siamo molto ottimisti sul futuro”. Degli oltre 600 milioni di utenti Yahoo! – che, ha ricordato Bartz, resta il primo fornitore globale di account di posta elettronica – 77 provengono dall’Europa.

“Noi serviamo 10 miliardi d’imprese pubblicitarie al giorno, 500 milioni solo in Europa. Qui siamo al primo o al secondo posto con i servizi Mail, News, Sport, Finance, Answers e Flickr. E prevediamo di mantenere se non guadagnare queste quote”.

Anche perché, dopo aver ridisegnato l’homepage in America e Europa occidentale, ora verrà il turno dei paesi dell’est europeo. Quindi l’espansione in Medio-Oriente – anche grazie all’acquisizione di Maktoob – e in Africa.

Bartz punta anche a sottolineare la sfida portato avanti da Yahoo!: “Combinare il mondo delle persone e il resto del mondo su internet. Ognuno di noi ha interessi diversi. In base a questi fattori – ovvero i criteri di ricerca – noi di Yahoo! vogliamo portare all’utente quello che c’é su internet e che potrebbe interessargli”.

Un nuovo tipo di ‘esperienza’ che combini interfaccia, contenuti pubblicitari e dati in modo da personalizzare quanto più possibile internet. E poi, ovviamente, il settore mobile – ovvero iPhone, Smartphone, iPad e quant’altro. “In America – dice ancora la Bartz – in questo campo siamo testa a testa con Google”.

Ruolo chiave, quello dei tascabili. “Nei paesi in via di sviluppo l’accesso a internet passa attraverso il mobile. Questo è un fatto. Esserci è quindi fondamentale. Ma credo sia troppo presto per mandare in pensione il computer. Ho giocato un po’ con l’iPad: non abbandonerei mai il mio laptop per lui”.