Due anni di paura sui soldi: gli italiani ritirano 715 miliardi

Pubblicato il 28 Marzo 2013 16:36 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2013 17:09

Due anni di paura sui soldi: gli italiani ritirano 715 miliardiROMA – Gli italiani ritirano 715 miliardi dopo due anni vissuti con la paura dei soldi. E’ la fuga dei risparmiatori dagli investimenti finanziari. Da inizio 2010 a settembre 2012, complice la crisi e la sfiducia, gli investimenti finanziari sono crollati del 36%, con gli investimenti in azioni, obbligazioni, Btp e altri titoli, diminuiti di 715 miliardi.

La crisi e la paura hanno quindi inciso profondamente sui portafogli finanziari delle famiglie italiane. Nel dettaglio lo stock di ricchezza della clientela retail investita in azioni, titoli di stato, bond bancari e societari, alla fine del settembre del 2010 era pari a 1.981,8 miliardi. Due anni esatti dopo la ricchezza in strumenti finanziari, era scesa, a valori di mercato, a 1.269,9 miliardi, una diminuzione di 715 miliardi: un calo del 36% circa, mentre il listino principali di Piazza Affari, nello stesso lasso di tempo, ha ceduto il 26%.

La ricchezza detenuta in titoli di stato italiani dai clienti retail, si legge nelle tabelle del bollettino Consob, è scesa quindi da 414,3 miliardi a 265,4 miliardi. Quella in azioni italiane da 254,7 a 101,5 miliardi e quella in bond di imprese finanziarie (soprattutto banche) da 806 a 478,7 miliardi.

C’è solo una classe di investimenti che si salva in questo biennio nero: quella degli Oicr (organismi di investimento collettivo), come i fondi comuni di investimento e le sicav (società di investimento a capitale variabile), la cui raccolta è aumentata da 312,7 a 321,9 miliardi. Se le famiglie, pressate dalla crisi, hanno liquidato larga parte dei loro investimenti, altrettanto non hanno fatto gli investitori professionali, come società e fondi di investimento, fondi pensione, fondazioni, che invece hanno aumentato dal 5,9% la loro esposizione (da 1.795,6 a 1.901,6 miliardi). Un dato, questo, che considera anche gli investitori esteri che detengono titoli presso intermediari italiani. Diminuiscono di un quarto infine gli investimenti sul proprio portafoglio titoli di banche e sim: dai 245,1 miliardi del 2010 ai 184,6 miliardi al 30 settembre del 2012.