Ior, Gotti Tedeschi ai pm: “La banca vaticana non può nascondere nulla”

Pubblicato il 4 Novembre 2010 19:57 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2010 21:12

Nell’interrogatorio al quale è stato sottoposto il 30 settembre scorso dai magistrati romani, il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, ha dichiarato che la banca della Santa Sede ”per garantire con la sua operatività la credibilità della stessa Santa Sede non può più permettersi di fare o nascondere dei fatti”.

Il presidente dello Ior era stato sentito in veste di indagato per presunte omissioni legate alle norme antiriciclaggio. Questa ipotesi di reato, contestata anche al direttore dell’istituto della Santa Sede, Paolo Cipriani, fa riferimento a due operazioni di trasferimento di fondi da un conto dello Ior presso il Credito Artigiano.

In particolare – è scritto nel verbale di interrogatorio – Gotti Tedeschi sottolinea di aver ravvisato tale necessità circa un anno fa e che ”il segretario di Stato, cardinale Bertone, ha condiviso totalmente questa mia visione”.

Parlando poi del suo ruolo all’interno dell’istituto di credito, Gotti Tedeschi ha dichiarato: ”data la mia relativa non esperienza degli affari della Santa Sede, ho dovuto, fin dal primo momento, appoggiarmi necessariamente all’esperienza e alle capacità professionali del dottor Cipriani”.

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L’indagato ha inoltre precisato di essere stato nominato presidente della banca vaticana ”quasi un anno fa” e che svolge il suo incarico ”due giorni e mezzo la settimana, e che gli altri giorni sono a Milano”.

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