Aumenti addizionale Irpef, la carica dei 1000 sindaci: Torino, Milano, Palermo..

Pubblicato il 2 Luglio 2012 9:37 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2012 9:57
Fonte Sole 24 Ore

Elaborazione grafica del Sole 24 Ore su dati del dipartimento delle Finanze

ROMA – L’Irpef locale cresce in mille comuni: la metà dei sindaci delle città in cui è stato approvato il bilancio 2011 ha deciso per l’aumento delle addizionali comunali. Sono state censite quasi due mila delibere comunali dal dipartimento delle finanze: nella metà dei casi (49,7%) si è intervenuti sulle aliquote e quasi sempre per innalzare il livello del prelievo. E’ un campione probante perché copre un quarto dei Comuni e una buona metà dei capoluoghi di provincia.

Palermo e Catanzaro, Torino e Sassari, Savona e Parma hanno puntato al massimo dell’aumento dell’addizionale, allo 0,8%. L’ultimo decreto del Viminale lascia ai sindaci tempo fino al 31 agosto per chiudere i bilanci e fissare il livello di tassazione. Per l’Imu c’è tempo fino a settembre. C’è chi prevede un trattamento legato al reddito come Milano, Pavia, Cuneo, Ferrara, Cagliari. Altri, poche eccezioni, abbassano l’aliquota o elevano la fascia di esenzione, come Firenze, Empoli, Novara.

Fonte Sole 24 Ore

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5 x 1000

L’aliquota media dei Comuni censiti è è del 5,24 per mille (0,524%): un aumento medio del 15% rispetto al 2011 nei Comuni che già applicavano l’addizionale Irpef. Se si considerano tutti i Comuni l’aumento è del 46,3%. Il conto ai contribuenti varia a seconda delle imposizioni e in generale se i bilanci sono in regola oppure no. A Parma, per esempio, l’esigenza improrogabile di far cassa costringe al massimo dell’imposizione sull’Irpef: quello 0,8%, raddoppiato rispetto allo 0,4% del 2011 varrà 160 euro da destinare al Comune invece di 80 euro (sopra i 20 mila euro annui).