Irpef schiaccia ceti medi: 10% dei contribuenti paga oltre 50% del gettito fiscale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2013 9:00 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 11:39
Irpef schiaccia ceti medi: 10% dei contribuenti paga oltre 50% del gettito fiscale

Irpef schiaccia ceti medi: 10% dei contribuenti paga oltre 50% del gettito fiscale

ROMA — Il peso delle tasse in Italia è tutto sulle spalle del 10% dei contribuenti: oltre la metà del gettito Irpef (51,7%) viene pagato da 4,1 milioni di lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi “colpevoli” di guadagnare dai 2 mila euro netti al mese in su.

Enrico Marro sul Corriere della Sera cita i dati del ministero dell’Economia sul “contribuente tipo” che viene fuori dalle dichiarazioni dei redditi 2012 (imponibile 2011). Per mesi tutte le attenzioni dell’opinione pubblica e della politica si sono concentrate sull’Imu, ma…

“Da mesi non si discute che di Imu sulla prima casa, un’imposta che toglieva dalle tasche dei proprietari 4 miliardi e mezzo di euro l’anno. Bene, l’Irpef ne ha sottratti 152,2 di miliardi, ai quali vanno aggiunti 14,4 miliardi di addizionali regionali e comunali. Totale: 166,6 miliardi, 37 volte il gettito dell’Imu prima casa”.

Chi paga l’Irpef? Un quarto dei contribuenti non paga nulla:

“Su 41,3 milioni di contribuenti 9,8 milioni non pagano nulla.
In pratica, uno su quattro versa zero Irpef o perché sta dentro la no tax area (8 mila euro i lavoratori dipendenti, 7.500 i pensionati, 4.800 gli autonomi) o perché annulla l’imposta con le detrazioni, per esempio le spese mediche.
Del resto, secondo l’Istat, in Italia ci sono 9 milioni e mezzo di cittadini in condizioni di povertà relativa, cioè che vivono in famiglie dove non si spende più di 990 euro al mese in due. I conti, quindi, più o meno tornano.
Purtroppo è il caso di dire, visto che il 16% degli italiani se la passa maluccio.

[…] Tolti i 9,8 milioni che non pagano, a versare i 152,2 miliardi di euro di Irpef nazionale sono 31 milioni e mezzo di contribuenti, in base a 5 aliquote: il 23% sui redditi fino a 15 mila euro lordi, il 27% tra 15 mila e 28 mila, il 38% tra 28 mila e 55 mila euro, il 41% fra 55 mila e 75 mila, il 43% oltre 75 mila euro”.

Bene, oltre quattro quinti del gettito Irpef viene dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Ma questo si sapeva. Meno noto è che quasi due quinti del gettito vengono da un ventesimo dei contribuenti italiani, il 5% che ha un reddito annuo pari o superiore a 49.114 euro annui, cioè circa 2.600 netti al mese:

“Che l’81,5% dell’Irpef, cioè 124 miliardi di euro, sia pagato da lavoratori dipendenti (85 miliardi) e pensionati (39 miliardi) è abbastanza noto. Meno conosciuti invece sono gli effetti della progressività del sistema.
Ecco qualche dato, preso dalla tabella che scompone i contribuenti in 2o gruppi di reddito crescenti:
il primo ventile ha un reddito annuo lordo fino a 542 euro, l’ultimo, il ventesimo ventile, raggruppa chi ha redditi di almeno 49.114 euro l’anno, che più o meno corrispondono a circa 2.600 euro netti al mese.
Costoro hanno versato 58 miliardi e mezzo di Irpef, cioè il 38,4% del totale.
Ora vi chiederete quanti sono quelli che stanno sopra 2.600 euro netti.
Appena due milioni di contribuenti. Quindi il 5% più ricco paga da solo il 38,4% dell’Irpef”.

Tasse sulle spalle dei ricchi? No, tasse sulle spalle di una fascia di “sfortunati” che non è né povera né ricca, ma ha fatto un solo errore: non evadere.

“Vogliamo scendere a redditi un po’ più bassi? Prendiamo chi ha un lordo annuo superiore a 35.601 euro, cioè uno che prende come minimo circa 2 mila euro netti al mese.
Sapete quanti sono? 4,1 milioni di contribuenti, cioè il 10% del totale.
Che ha versato però il 51,7% di tutta l’Irpef nazionale, ovvero 78,7 miliardi.
Per essere più chiari: più di metà dell’Irpef pagata in un anno pesa sulle spalle di 4 milioni di lavoratori, pensionati e imprenditori che guadagnano almeno 2mila euro al mese.
L’altra metà se la suddividono 27 milioni e mezzo di contribuenti, cioè il 90% di coloro che pagano l’Irpef. Si dirà che costoro guadagnano, appunto, meno di 2mila euro e quindi non si può pretendere di più.
Ma, anche accettando questo ragionamento — e prescindendo dal fatto che la fotografia dell’Irpef, a causa di una enorme evasione, offre un’immagine abbastanza falsata dei redditi — forse è arrivato il momento di chiedersi se sia giusto chiedere così tanto a chi, pur prendendo più di 2 mila euro al mese, non è certo un nababbo,
mentre gli evasori continuano a sottrarre all’erario 120 miliardi di euro all’anno.

Prendiamo il caso più eclatante, la fascia di coloro che stanno tra 2.000 e 2.600 euro netti al mese:
sono circa 2 milioni di contribuenti, cioè il 5% del totale e hanno pagato 20,2 miliardi,
ovvero il 13,2% di tutta l’Irpef, sborsando in media 9.800 euro a testa”.