Irpef: impennata addizionali capoluogo per capoluogo. Roma doppia Firenze

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Maggio 2015 10:39 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2015 10:39
Equitalia. E' nulla la cartella non notificata da Poste italiane

Equitalia. E’ nulla la cartella non notificata da Poste italiane

ROMA – Nel 2015 le addizionali locali dell’Irpef, comunali e regionali, potrebbero superare i 16 miliardi di euro con una crescita in 5 anni del 37%. Si tratta di una imposizione fiscale a macchia di leopardo dove le grandi differenze non sono giustificate da apprezzabili differenze nella qualità dei servizi offerti. Passando da Firenze, la città fiscalmente parlando più leggera, a Roma, il conto complessivo raddoppia. Venezia e Milano sono al comando nella corsa dell’Irpef locale: le aliquote di Regione e Comune aumentano fino al 125% il conto per i contribuenti veneti e del 102% per i lombardi.

Il federalismo fiscale, attraverso i decreti attuativi, prometteva aumenti progressivi per le aliquote massime delle addizionali regionali con la clausola di un alleggerimento equivalente dell’Irpef statale: la crisi finanziaria ha travolto l’impianto di questa impostazione, per cui, per recuperare risorse, il Governo Monti ha elevato anche retroattivamente le aliquote regionali e tagliando nello stesso tempo i trasferimenti alle Regioni. Di seguito, il conto nei capoluoghi di regione città per città in base alle fasce di reddito con le tabelle a corredo dell’articolo di Gianni Trovati sul Sole 24 Ore.