Irpef record a Roma, Pd lo scopre e dice a Marino “Taglia”..

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2015 10:39 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2015 11:13
Irpef, pressing Pd per abbassare aliquota record dei romani

Irpef, pressing Pd per abbassare aliquota record dei romani

ROMA – Si muove il Partito Democratico per riportare almeno nei limiti massimi imposti in tutti i comuni d’Italia l’aliquota Irpef dei romani. L’addizionale è infatti al 9 per mille, quando il limite è l’8, limite superato perché in parte destinato a colmare il debito pregresso. A prendere l’iniziativa i parlamentari Pd che porteranno a ottobre in Aula un emendamento alla legge di stabilità per abbassare l’addizionale all’8 per mille.

Il fatto è che dei 500 milioni annui stanziati per finanziare progressivamente quel buco ne avanza una parte che la giunta intende trattenere, magari per finanziare qualche altra iniziativa. C’è lo spazio, secondo il Pd per abbassare invece le tasse ai romani, dare un po’ di respiro alle famiglie, rilanciare i consumi. Fabio Rossi sul Messaggero spiega la genesi della norma, la storia della copertura del gigantesco buco che continua a pesare sull’amministrazione della Capitale.

Facciamo un passo indietro: sette anni fa, per colmare una voragine da 22,4 miliardi di euro senza dichiarare il fallimento del Comune di Roma, il governo ha creato la gestione commissariale del debito. Una sorta di bad company di Palazzo Senatorio, finanziata ogni anno con 500 milioni: parte a carico dello Stato, parte (circa 200 milioni) proveniente dalle tasse dei romani.

Proprio per questo motivo è stata fissata nella Capitale un’addizionale Irpef più alta del livello massimo degli altri comuni italiani: del 9 per mille versato dai contribuenti della Città eterna, infatti, il 5 va nel bilancio del Campidoglio, il restante 4 viene girato alla gestione commissariale. Di recente è cambiato anche il commissario straordinario: fino ad agosto la partita è stata condotta da Massimo Varazzani, con buoni risultati contabili. Ora il Governo ha deciso di affidare il dossier a Silvia Scozzese, già assessore capitolino al bilancio, che un mese prima aveva lasciato la giunta di Ignazio Marino, contestando all’amministrazione comunale romana la gestione dei debiti fuori bilancio. (Fabio Rossi, Il Messaggero).