Isa pagella delle tasse che dà i voti a…cavolo!

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 11 Novembre 2019 12:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2019 12:36
Corrado Guzzanti quando faceva Quelo: "La risposta è dentro di te però è sbagliata"

Corrado Guzzanti quando interpretava Quelo (frame da video)

ROMA – Isa, pagella delle tasse che dà i voti…a cavolo! Signori e signori ecco a voi Isa, la pagella del Fisco. Con i suoi voti i buoni saranno premiati e i pagatori infedeli stanati e puniti. Peccato che sia sbagliata. ‘La risposta è dentro di voi, ma è sbagliata’, suggeriva Corrado Guzzanti in uno dei suoi tanti personaggi. Massima fatta propria evidentemente dal Fisco italiano che ha varato Isa, per l’appunto, sigla che sta per ‘indici sintetici di affidabilità fiscale’ e che altro non è che un algoritmo.

Una formula che dovrebbe certificare l’affidabilità fiscale di sei milioni di contribuenti italiani, soprattutto professionisti e piccole imprese. Dovrebbe… il condizionale è d’obbligo, visto che la suddetta formula è letteralmente deficiente. Deficiente nell’accezione stretta del termine: ad Isa manca qualcosa di importante, ha un deficit di elasticità, la sua forma e formula non sanno aderire al reale, alla realtà fiscale di ciascuno se questa muta, come spesso accade, di anno in anno. Il come e il perché lo si legge sul Corriere della Sera.

La simpatica Isa, che ironia a parte è di base una buona idea in quanto mira a contrastare l’evasione e premiare chi col Fisco è in regola, è stata introdotta con decreto nel 2017 dal governo Gentiloni. L’algoritmo che lo governa è stato quindi creato da una società partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia.

Società cui nel novembre 2018 il governo gialloverde sostituisce l’amministratore delegato Ceriani con Vincenzo Atella e, quando Isa è diventata operativa, si è scopre che l’algoritmo era programmato male, ma intanto generava incassi, secondo il Ministero dell’Economia, superiori ai 2,1 miliardi attesi. Il problema reale è che Isa è stata realizzata male, è troppo rigida perché manca di elasticità e se ne sono accorti in primis gli addetti ai lavori. Tanto che il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore il 6 novembre ha dichiarato: “Ci sarà una revisione degli Isa e si interverrà sulla modifica degli indici”.

Ma intanto Isa lavora e dà voti ai contribuenti, perché così funziona: dall’8 in poi si può stare tranquilli, niente accertamenti e in più benefici premiali, come la possibilità di compensare i crediti di imposta fino a 20 mila euro di Irpef e Ires, e il rimborso Iva fino a 50 mila euro senza visto di conformità. Se invece il voto è inferiore al 6 si finisce nella lista dei controlli presuntivi. Funziona così ma funziona solo così. Isa è di fatto cieca a molte situazioni reali e questo falsa i suoi voti finendo per premiare chi non avrebbe diritto e punire chi non avrebbe colpa. Qualche esempio: una libera professionista che va in maternità, un’azienda che per un anno ha un immobile sfitto o un libero professionista che cambia datore di lavoro e guadagna meno risultano anomali al Fisco.

Anomali perché l’algoritmo guarda ai 10 anni precedenti e legge come ingiustificati spostamenti anche quelli che in realtà sarebbero giustificati. Sugli Isa infatti non si possono segnalare situazioni marginali, malattie eccetera, se non con una nota di 1.768 caratteri spazi inclusi, non sempre sufficiente a spiegare le problematiche. Al contrario invece, professionisti che non sono mai stati congrui, o imprese commerciali sempre in perdita ma che magari guadagnano in nero, risultano fedeli perché ‘congrui’. Così la professionista andata in maternità si ritroverà con un 6 e mezzo in pagella e la Finanza alla Porta e il professionista scaricato e finito a guadagnar meno dovrà spiegare alle Fiamme Gialle, oltre che a casa, perché questo è successo.

Mentre chi ha sempre dichiarato il falso si beccherà un 8 o anche più solo perché ha deciso di nascondere un po’ meno del solito, e questo lo farà apparire bravo dandogli anche diritto ad un premio. Certo non tutti i 6 milioni di voti saranno falsati e l’idea alla base di Isa rimane condivisibile. Ma, come hanno già stabilito i tribunali italiani, gli algoritmi possono far parte del processo amministrativo a patto però che siano soggetti all’intervento umano. E su questo punto Isa defice.