Istat 2014: Pil cala, aumentano tasse e debito. Renzi: +130 mila posti lavoro, ma non basta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Marzo 2015 15:34 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2015 15:54
Istat 2014: Pil cala, aumentano tasse e debito. Renzi: +130 mila occupati, ma non basta

Istat 2014: Pil cala, aumentano tasse e debito. Renzi: +130 mila occupati, ma non basta

ROMA – L’Istat dà i numeri dell’economia italiana nel 2014: il Prodotto interno lordo è calato dello 0,4%, è aumentato il debito pubblico (132,1% del Pil) così come le tasse (43,5% del Pil). Sono calati dello 3,3% gli investimenti. Si è ripresa solo un po’ solo dello 0,3% la spesa delle famiglie.

Il premier Matteo Renzi ha commentato le cifre dell’Istat su Twitter sottolinea che sono stati creati “Più 130 mila posti di lavoro nel 2014, bene ma non basta. Ora al lavoro per i provvedimenti su scuola e banda ultralarga #lavoltabuona”.

Positivo il commento anche del ministro del lavoro Giuliano Poletti secondo il quale si intravede ‘un 2015 migliore per l’occupazione e l’economia” e “nei prossimi mesi potremo vedere l’effetto pieno delle misure varate dal Governo con la riforma del lavoro e con la legge di stabilità per sostenere la ripresa e per favorire l’occupazione stabile”.

Le cifre Istat nel dettaglio. Nel 2014 il Pil italiano è diminuito dello 0,4% rispetto al 2013, portandosi sotto i livelli del 2000. Lo comunica l’Istat in base alle stime definitive. Lo scorso anno il rapporto tra deficit e Pil si è attestato in Italia al 3%, era al 2,9% nel 2013. Il debito è salito al 132,1% del Pil dal 128,5% del 2013 (livello massimo dal 1995, già toccato nel 2012). Le previsioni del governo nella Nota di aggiornamento Def indicavano nel quadro programmatico un rapporto del 131,6%.

Anche la pressione fiscale ha registrato un incremento al 43,5% del Pil, +0,1% sull’anno precedente. In calo gli investimenti (-3,3%), variazione nulla dei consumi, spesa delle famiglie in leggera ripresa (+0,3%).

Rivisti i dati, Pil 2012 -2,8%, in 2013 -1,7%. Nel 2012 il Pil italiano è diminuito più del previsto, mentre nel 2013 la contrazione è stata meno pesante di quanto stimato. L’Istat ha infatti rivisto i dati degli ultimi anni in base alle nuove metodologie Sec, ricalcolando l’andamento dell’economia. Nel 2013 il prodotto interno lordo ha dunque subito un arretramento del 2,8% (contro la precedente stima di -2,3%) e nel 2013 dell’1,7% (contro il calcolo di -1,9% di settembre 2014).

Nel 2014 saldo primario ancora positivo, 1,6% Pil. Nel 2014 il saldo primario resta ancora positivo per i conti pubblici italiani. L’indicatore misurato dall’Istat (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è stato pari all’1,6% del Pil. Rispetto all’1,9% del 2013 c’è stata però una diminuzione.

Crollano investimenti, consumi al palo. Crollano nel 2014 gli investimenti in Italia. Secondo i dati sul Pil diffusi oggi dall’Istat, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti lo scorso anno del 3,3%, mentre i consumi hanno registrato una variazione nulla. Nel dettaglio, la spesa delle famiglie residenti ha dato qualche segnale di ripresa (+0,3%), mentre la spesa delle pubbliche amministrazioni è diminuita dello 0,9% e quella delle istituzioni sociali private dello 0,3%. Le esportazioni sono aumentate del 2,7% e l’import dell’1,8%.