Istat: al sud spesa sociale tre volte più bassa che a nord

Pubblicato il 19 Aprile 2011 11:44 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2011 12:04

ROMA – Nel 2008 i Comuni italiani, in forma singola o associata, hanno destinato agli interventi e ai servizi sociali 6 miliardi e 662 milioni di euro, un valore pari allo 0,42% del Pil nazionale. Al sud si destina appena un terzo della spesa di cui gode il Nord-Est. Addirittura, la spesa sociale per abitante in Calabria e’ nove volte inferiore a quella di Trento. Lo rende noto l’Istat nel report sugli interventi e i servizi sociali dei comuni. Rispetto all’anno precedente la spesa sociale gestita a livello locale è aumentata del 4,1%, in linea con la dinamica di leggera crescita osservata dal 2003.

La spesa media pro capite è passata da 90 euro nel 2003 a 111 euro nel 2008, ma l’incremento è di soli 8 euro pro capite se calcolato a prezzi costanti. Persistono poi sensibili differenze territoriali nelle risorse impiegate dai Comuni in rapporto alla popolazione residente: la spesa per abitante varia da un minimo di 30 euro in Calabria a un massimo di 280 euro nella provincia autonoma di Trento. Al di sopra della media nazionale si collocano tutte le regioni del Centro-Nord e la Sardegna, mentre il Sud presenta i livelli più bassi di spesa media pro capite (52 euro), circa tre volte inferiore a quella del nord est (155 euro).

Famiglia e minori, anziani e persone con disabilità sono i principali destinatari delle prestazioni di welfare locale: su queste tre aree di utenza si concentra l’82,6% delle risorse impiegate. Le politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale incidono per il 7,7% della spesa sociale, mentre il 6,3% è destinato ad attività generali o rivolte alla “multiutenza”. Le quote residue riguardano le aree di “immigrati e nomadi” (2,7%) e le “dipendenze” (0,7%). Nelle regioni del Sud vengono destinate alle politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale quote di spesa significative: il 12,3% nel complesso, con un picco del 24% in Calabria.

Per la poverta’ e il disagio i Comuni hanno speso complessivamente 510 milioni di euro, che equivalgono solo a 14 euro pro-capite. Nelle regioni del Nord c’è una maggiore concentrazione di risorse verso gli anziani e, soprattutto nel Nord-est, verso i disabili. Due comuni su tre erogano servizi sociali domiciliari ai disabili. Nel complesso, la spesa per le politiche sulla disabilita’ nel 2008 e’ stata pari a 1 miliardo e 408 milioni di euro, il 4% in piu’ rispetto all’anno precedente. Anche il numero di disabili assistiti a domicilio risulta tendenzialmente in aumento: tra il 2004 e il 2008 si e’ passati da circa 28 mila a quasi 37 mila utenti.

Le risorse impiegate dai Comuni per i servizi sociali erogati ai cittadini stranieri rappresentano invece il 2,7% della spesa sociale complessivamente per un valore di circa 181 milioni di euro, corrispondente a circa 50 euro l’anno procapite. Un terzo della spese per immigrazione e’ stato impiegato in strutture di accoglienza che nel 2008 hanno accolto 11 mila ospiti con una spesa media di circa 3.200 euro l’anno per utente. I comuni gestiscono singolarmente il 75% della spesa sociale; il rimanente 25% e’ gestito in forma associata. Infine, l’Istat rende noto che la spesa sociale viene finanziata per il 62% da risorse proprie dei comuni.