Istat, crollo consumi. 1 famiglia su 3 lesina sulla carne, sceglie il discount

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2014 12:15 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2014 12:20
Istat, crollo consumi. 1 famiglia su 3 lesina sulla carne, sceglie il discount

Istat, crollo consumi. 1 famiglia su 3 lesina sulla carne, sceglie il discount

ROMA – Istat, crollo consumi. 1 famiglia su 3 lesina sulla carne, sceglie il discount. Nel 2013 la spesa media mensile per famiglia è pari a 2.359 euro, in calo del 2,5% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat, sottolineando che la spesa è diminuita anche in termini reali (l’inflazione lo scorso anno era all’1,2%). Sono i livelli di spesa più bassi da dieci anni, nel 2004 la spesa media era di 2.381 euro. La quota della spesa destinata a cibo e bevande aumenta dal 19,4% del 2012 al 19,5% del 2013 a causa della diminuzione dei consumi non alimentari.

Generazione hard discount. Sono sempre di più le famiglie che scelgono l’hard discount per l’acquisto di generi alimentari (passano dal 10,5% del 2011 al 12,3% del 2012 fino al 14,4% nel 2013), a scapito prevalentemente di supermercati, ipermercati e negozi tradizionali. Continuano ad aumentare le famiglie che hanno ridotto la qualità o la quantità del cibo acquistato fino a raggiungere il 65% nel 2013 dal 62,3% del 2012. La spesa alimentare resta sostanzialmente stabile (passa da 468 euro a 461), nonostante la ”diminuzione significativa” di quella per la carne (-3,2%).

Oltre 50% famiglie spende meno di 2.000 euro. Metà delle famiglie italiane spende meno di 1.989 euro al mese nel 2013. Lo rileva l’Istat che registra il valore mediano della spesa mensile in calo in un anno del 4,3% e di nuovo sotto la soglia dei 2 mila euro (nel 2012 era pari a 2.078 euro).

Anche i ricchi piangono. Anche i ricchi riducono la loro spesa nel 2013. Le ultime due classi per spesa, che raggruppano il 20% delle famiglie, riducono rispettivamente i consumi dello 0,6% e dell’1,6%. L’Istat sottolinea che il taglio della spesa è diffuso tra tutte le classi ed è più accentuato per quelle a più basso livello di consumi. Nelle prime due fasce il calo è rispettivamente del 2% e del 4,6%.