Istat: “Potere acquisto famiglie torna positivo dopo 6 anni in calo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2014 14:24 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2014 14:25
Istat: "Potere acquisto famiglie torna positivo dopo 6 anni in calo"

(Foto LaPresse)

ROMA – Per la prima volta dal 2007 il potere d’acquisto delle famiglie italiane torna in positivo nel 2014. Secondo i dati Istat, si tratta del primo rialzo negli ultimi 6 anni. Il potere d’acquisto resterebbe sopra lo zero anche nel 2015 e nel 2016, spingendo i consumi.

Nell’anno in corso la spesa delle famiglie, dopo tre anni di riduzione, segnerebbe un aumento dello 0,2%, secondo le stime dell’Istat. Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%. Un aumento che deriverebbe anche dal “minimo effetto positivo” degli 80 euro in più in busta paga.

La crescita della spesa delle famiglie è prevista raggiungere l’1% nel 2016. La ripresa dei consumi a partire dal 2014 sarebbe sostenuta, secondo l’Istat, prevalentemente da un incremento del reddito disponibile nominale, in parte alimentato dalle misure fiscali a favore dei redditi da lavoro dipendente.

Il reddito disponibile è, infatti, previsto crescere in misura superiore all’inflazione al consumo e

”il potere d’acquisto delle famiglie tornerebbe a migliorare per la prima volta dal 2007”.

Quanto ai prezzi, nella media di quest’anno l’inflazione risulterebbe inferiore al punto percentuale, con un aumento del deflatore della spesa delle famiglie residenti pari allo 0,7% (in riduzione di 6 decimi di punto percentuale rispetto al 2013). Nel 2015, prosegue,

”si dovrebbe concretizzare una ripresa relativamente più significativa della dinamica dei prezzi, con una crescita del deflatore della spesa delle famiglie pari in media d’anno all’1,3%”.

Passando al tasso di risparmio, si consoliderebbe intorno ai livelli registrati nel 2013, quando la propensione a mettere da parte per il totale delle famiglie è risultata pari a 12,9% (11,6% nel 2012).

Il Codacons però avvisa che l’effetto degli 80 euro in busta paga sarà positivo solo se il bonus sarà stabile:

“Gli 80 euro in busta paga avranno un effetto sui consumi e sul Pil, ma questo non sarà alto, dato che il bonus non riguarda le famiglie più povere, che hanno una maggiore propensione marginale al consumo. Solo quando ci sarà la garanzia che il bonus diventerà permanente, allora le famiglie potranno fare affidamento su quei soldi e decidere di spenderli”.

L’associazione dei consumatori ha poi aggiunto nella nota:

“L’Istat oggi ha confermato, per il 2014, le previsioni già rese note il 4 novembre 2013. Il che vuol dire o che all’epoca le stime erano sballate, troppo ottimistiche, oppure che l’effetto degli 80 euro in busta paga è pari a zero, dato che il +0,2% era già stato previsto durante il Governo Letta”.