Istat, produzione industriale a picco: così da 10 mesi. Crollo auto -22% annuo

Pubblicato il 7 agosto 2012 10:18 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2012 12:58

produzione industriale calo giugno istatROMA – I morsi della crisi si sentono maggiormente in estate. Nuovo calo della produzione industriale, che diminuisce dell’1,4% rispetto a maggio e dell’8,2% rispetto a giugno 2011. A lanciare l’allarme è l’Istat che nel comunicare i dati di giugno precisa che il dato congiunturale è destagionalizzato mentre quello tendenziale è corretto per gli effetti di calendario. Crolla soprattutto la produzione nel settore dell’auto. A giugno il calo è stato del 22,5% rispetto a giugno 2011, mentre nel semestre la diminuzione tendenziale è del 20,1%.

Se si guarda al dato su base tendenziale si tratta del decimo calo consecutivo. Per avere infatti un dato in crescita, sull’anno, bisogna tornare ad agosto 2011 (+4,8%). Su base congiunturale, invece, nel mese di maggio c’era stato un aumento (+1%) ma, riferiscono all’Istat, si tratta di oscillazioni legate a fattori non significativi. Dati peggiori rispetto a giugno erano stati registrati nel mese di aprile sia su base congiunturale (-2%) sia su base tendenziale (-9,3%).

Nella media del trimestre aprile-giugno l’indice sulla produzione industriale ha registrato una flessione dell’1,7% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Nella media dei primi sei mesi dell’anno, invece, la produzione è diminuita del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2012, variazioni tendenziali negative in tutti i comparti. La diminuzione più marcata riguarda il raggruppamento dei beni intermedi (-10,2%), ma cali significativi si registrano anche per i beni di consumo (-8%) e per i beni strumentali (-7,5%). Diminuisce in modo più contenuto l’energia (-2,1%).

Nel confronto tendenziale, l’unico settore in crescita è quello dell’attività estrattiva (+1%). Le diminuzioni più ampie si registrano per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-14,6%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-13,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-12,9%).