Istat: “Vendite in calo”. Coldiretti: “Spesa diretta contro la crisi”

Pubblicato il 24 Febbraio 2012 10:14 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2012 10:53

ROMA – Le vendite al dettaglio a dicembre segnano una diminuzione su novembre dell’1,1% (dato destagionalizzato), il ribasso piu’ forte da luglio 2004. In negativo risultano sia l’alimentare (-1,0%) che il non alimentare (-1,2%). Lo rileva l’Istat. Su base annua il calo e’ del 3,7% (dato grezzo), il peggiore da marzo 2009. Le vendite al dettaglio nel 2011 calano dell’1,3% (dato grezzo) rispetto 2010, quando si erano mantenute, pur di poco, sopra lo zero (+0,2%). Lo rileva l’Istat spiegando che le vendite degli alimentari restano ferme e il non food scende dell’1,8%. Nel complesso si tratta del dato peggiore dal 2009.

Le vendite al dettaglio a dicembre, su base annua, segnano un deciso calo sia nei piccoli negozi, come i punti vendita di quartiere e le botteghe (-3,5%), sia, e stavolta soprattutto, nella grande distribuzione (-3,9%), dove si salvano solo i discount di alimentari, con un rialzo (+1,0%). Lo rileva l’Istat. Nella grande distribuzione, fanno particolarmente male gli ipermercati (-4,4%) e i grandi magazzini a prevalenza non alimentare (-7,1%). A dicembre risultano anche in flessione i supermercati (-2,0%).

Aumentano del 53% in un anno le vendite dirette di frutta e verdura presso i produttori, un fenomeno in controtendenza rispetto all’andamento generale del commercio al dettaglio rilevato dall’Istat. A metterlo in evidenza è il primo rapporto sulla vendita diretta presentato oggi all’assemblea degli Agrimercati di Campagna Amica della Coldiretti, dove è stato aperto il primo salone del Wellness in campagna.

Una vera e propria ricetta anticrisi, visto che a fare la spesa nel 2011 nei mercati degli agricoltori, sono 9,2 milioni di italiani, per un importo pari a 489 milioni di euro (+66%); un successo dovuto nel 90% dei casi al passaparola. Si tratta di una rete di vendita ramificata su tutto il territorio, composta da 878 mercati, i cosiddetti Farmers market con 20.800 i produttori che hanno creato opportunità di lavoro per 3.500 persone, ma anche da quasi 4 mila aziende, 670 agriturismi e 163 botteghe, per un totale di 5.683 punti vendita.

A fare la spesa direttamente dal produttore, secondo l’indagine Coldiretti/Swg, sono donne (68%), di istruzione medio alto (68%), sotto i 54 anni (64%). Risparmio sì, ma sopratutto ricerca di cibi sani e informazioni sui prodotti spingono all’acquisto diretto; non è un caso che il tempo di permanenza è in media di 35 minuti. I prodotti più acquistati sono nell’ordine verdura, frutta, formaggi, salumi e vino.