Italia maglia nera infrazioni: da Commissione 11 procedure contro Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Novembre 2013 11:04 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2013 11:04
Italia maglia nera infrazioni: da Commissione 11 procedure contro Italia

Italia maglia nera infrazioni: da Commissione 11 procedure contro Italia

ROMA – La Commissione europea ha avviato undici procedure d’infrazione contro l’Italia. Al nostro paese sono stati notificate tre contestazioni in campo ambientale, due nel settore del lavoro e una ciascuno nei settori di concorrenza, sanita’, affari interni, giustizia, fisco e trasporti.

 

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Per dieci casi su undici l’esecutivo comunitario ha inviato un parere motivato, il secondo stadio della procedura d’infrazione, quello che precede un eventuale deferimento alla Corte di giustizia europea. Per un caso e’ scattato il deferimento alla Corte di giustizia.

L’Italia, nello specifico, è accusata di non aver rispettato la sentenza della stessa Corte che imponeva il recupero degli aiuti di stato concessi sotto forma di sgravi fiscali alle imprese di Chioggia e Venezia dal 1995 al 1997. Gli aiuti erano stati riconosciuti contrari alle regole comunitarie, e a oggi ”solo il 20% degli aiuti dichiarati incompatibili” e’ stato recuperato.

Per gli altri dieci casi al nostro paese si concedono due mesi di tempo per fornire le spiegazioni richieste ed evitare l’avvio di un possibile procedimento legale. Spicca, tra le undici contestazioni, quella relativa alla mancata trasposizione della direttiva sul contrasto del traffico di esseri umani, questione su cui il nostro Paese sta chiedendo un intervento comunitario per quanto riguarda il controllo del mar Mediterraneo.

La direttiva comunitaria prevede azioni in aree diverse (codice penale, sostegno alle vittime, sanzioni e condanne per gestori dei traffici, prevenzione e monitoraggio) per il contrasto del fenomeno. Una lettera di messa in mora era stata inviata il 29 maggio scorso, ”ma dopo sei mesi il paese non ha ancora notificato” le misure nazionali per l’attuazione della direttiva. Sul fronte ambientale l’Italia non ha notificato a Bruxelles le leggi nazionali di recepimento delle direttive sullo stoccaggio del mercurio metallico e sulle limitazioni dell’uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche (direttiva Rohs).

Sul fronte sanitario l’Italia non ha applicato completamente la direttiva contro la falsificazione dei medicinali e non ancora trasposto nell’ordinamento nazionale la direttiva sulla prevenzione di incidenti nel settore ospedaliero.

Ancora, si invita l’Italia a istituire un’agenzia per il trasporto ferroviario dato che il nostro paese ”non ha ancora provveduto a creare un corpo ufficiale per l’applicazione dei diritti dei passeggeri”. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si invita l’Italia a ”rivedere” le condizioni di impiego del personale della scuola pubblica con contratti a tempo determinato, che la Commissione ritiene ”contrarie alla direttiva sul lavoro a termine