Italia, i numeri del Fmi: deficit 3,2% e debito al 132,3%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2013 19:07 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013 20:48
Fmi: economia a rischio per instabilità politica. Disoccupazione record

Christine Lagarde, direttore dell’Fmi (Foto Lapresse)

WASHINGTON –  Altro che 3%: il rapporto deficit-Pil dell’Italia quest’anno sarà del 3,2%, con uno sforamento del tetto imposto dal Patto di Stabilità europeo. E il debito sarà al 132,3%, per poi arrivare al 133,1% nel 2014, mentre quell’anno calerà il defic-Pil al 2,9%. I dati arrivano dal Fondo Monetario Internazionale, che avverte: le tensioni sul governo Letta sono un rischio per l’economia italiana.

Non solo, avverte l’Fmi: un peggioramento della crisi economica in Italia avrebbe ricadute ”marcate” in Europa e nel resto del mondo. ”Dato il suo ruolo centrale negli scambi globali e nel sistema finanziario, un significativo shock potrebbe generare effetti regionali e globali maggiori di quanto suggerito dall’esposizione diretta”.

Si riconosce che l’esecutivo “mantiene l’appoggio del parlamento” ma allo stesso tempo “le tensioni all’interno della coalizione sono evidenti e rappresentano un rischio all’outlook economico”.

Uno dei punti dolenti dell’Italia è riguarda il lavoro, con un tasso di disoccupazione che è “ai massimi dal dopoguerra al 12%, con la disoccupazione giovanile vicina al 40%”. E se nulla cambia il tasso di disoccupazione dovrebbe crescere dal 10,7% dell’anno scorso al 12,5% nel 2013 e attestarsi al 12,4% l’anno prossimo. L’Fmi sottolinea che “l’economia sta mostrando segnali di stabilizzazione, ma la disoccupazione è ancora alta e i trend rimangono bassi”.

Positivo il pacchetto di misure a favore della crescita e del mercato del lavoro, ma ha sottolineato che “servono ulteriori riforme per dare slancio alla produttività e aumentare il tasso di occupazione, soprattutto tra giovani e donne”, anche semplificando i contratti e riducendo le tasse sul lavoro. “Una modesta ripresa è attesa a partire alla fine del 2013, sostenuta dalle esportazioni nette”.