L’Italia taglia le pensioni, la Germania i contributi. E aumenta gli stipendi

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 12 luglio 2011 10:10 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2012 0:52

Angela Merkel (Foto LaPresse)

BERLINO – Dopo aver riappeso il telefono dicendo a Silvio Berlusconi “taglia”, Angela Merkel ha fatto l’esatto contrario. Il cancelliere tedesco ha infatti deciso di ridurre i contributi previdenziali che pagano i lavoratori dipendenti. Una cifra modesta, attorno allo 0,3%,  che, comunque, già dal 2012 potrebbe valere per i lavoratori tedeschi un bonus superiore ai 100 euro annui in busta paga.

Spiega il quotidiano tedesco Bild che il Governo aveva già programmato una riduzione ma che questa  potrebbe essere ancora maggiore. Gli effetti benefici, per i  lavoratori dipendenti, sono previsti a breve: già nel 2012, ferme restando le intenzioni della Merkel, i dipendenti  possono aspettarsi una piccola e gradita sorpresa in busta paga.

A partire dal primo gennaio del prossimo anno, infatti,  la riduzione del contributo per le pensioni dovrebbe scendere dall’attuale 19,9 % al 19,6%. Se poi gli indicatori economici dovessero restare positivi l’aliquota  potrebbe scendere ulteriormente, attestandosi al 19,5%. Tradotto in termini concreti significa che per ogni lavoratore, a seconda del reddito, si può arrivare ad uno sgravio fino a 132 euro.

Una sorta di miracolo tedesco reso possibile dal fatto che, numeri alla mano, la Germania è stato il primo paese europeo a tirarsi fuori dal pantano della crisi finanziaria. L’elemento decisivo, in ogni caso, è l’aumento dell’occupazione: cresce il numero di dipendenti e crescono gli stipendi. Risultato:  il fondo per le pensioni (la Inps tedesca) incassa più di quanto previsto e può permettersi di fare lo sconto ai lavoratori. Già alla fine del 2012, scrive la Bild,  si dovrebbe registrare un surplus di circa tre miliardi di Euro.

Le buone sorprese per i dipendenti tedeschi non finiscono qui. Nel 2013, infatti,  l’importo del contributo per le pensioni dovrebbe scendere al 19,2% , ciò corrisponderebbe ad un ulteriore sgravio fino ad un massimale di 99 Euro. In Italia, invece, non resta che tagliare le rivalutazioni, mandare in pensione più tardi, risparmiare qualche euro giocando con le “finestre” di uscita dal mondo del lavoro.