Iva 4% su ristrutturazioni casa, finestre, caldaie e pannelli? Rischio bocciatura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2014 17:29 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2014 17:32
Iva 4% su ristrutturazioni casa, finestre, caldaie e pannelli? Rischio bocciatura

Iva 4% su ristrutturazioni casa, finestre, caldaie e pannelli? Rischio bocciatura

ROMA – Iva agevolata al 4% sui lavori di ristrutturazione e risparmio energetico in casa? La norma voluta dal governo Renzi è a rischio bocciatura perché i tecnici della commissione Bilancio della Camera (dove è in discussione il decreto Sblocca Italia) non trovano sufficiente la copertura.

Non basterebbe infatti alzare l’Iva dal 4% al 10% sulla vendita delle case di nuova costruzione, per coprire la spesa di un’eventuale riduzione dell’Iva dal 10% al 4% su quei lavori che sono già agevolati con il bonus casa (sgravio fiscale del 50%) ed ecobonus (sgravio fiscale del 65%).

Scrivono i tecnici della Camera:

«Gli effetti finanziari rilevati dalla norma in esame non sembrerebbero in grado di assicurare la compensatività degli effetti finanziari». Il parere ricorda che l’Iva non si applica nelle transazioni fra privati e che, nelle compravendite fra costruttore e privato, si applica attualmente il 4% se l’immobile viene adibito ad abitazione principale e il 22% nel caso di immobili di lusso.

«Pertanto la formulazione utilizzata determina:
a) maggior gettito per le cessioni da parte dell’impresa di costruzione di abitazioni principali;
b) invarianza di gettito per le cessioni tra privati ovvero da imprese di costruzione se si tratta di immobili non di lusso;
c) una perdita di gettito per le cessioni da parte delle imprese di costruzioni di immobili di lusso».

Sul punto – concludono i tecnici – «appare pertanto necessario l’avviso del Governo».

Probabile quindi che slitti di qualche ora o forse anche a domani il parere che deve esprimere la commissione Bilancio su tutte le modifiche apportate dalla commissione Ambiente al testo del decreto legge.

In ultimo, il parere segnala «la necessità di verificare la compatibilità con la disciplina comunitaria della disposizione in esame, tenuto conto che l’applicazione dell’aliquota ridotta Iva del 4% è ammessa solo per specifiche tipologie di interventi».