Iva: aumenta sui funerali (ma diminuisce sui preservativi)

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 17 Ottobre 2013 12:18 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2013 12:18
Iva: aumenta sui funerali (ma diminuisce sui preservativi)

Iva: aumenta sui funerali (ma diminuisce sui preservativi) (LaPresse)

ROMA – Il governo Letta aumenta l’Iva sui funerali (dallo 0 al 10%) ma riduce dal 22% al 10% l’Iva sui preservativi e sui contraccettivi in genere (esempio: pillola).

Tasse su amore e morte nei progetti dell’esecutivo di larghe intese: morire costerà di più, fare l’amore “sicuro” costerà di meno. E se, fra un amplesso e un funerale, vi comprerete un giornale, lo pagherete di più: l’Iva sui quotidiani salirà dal 4% al 22%.

Sono novità inserite nel riordino generale delle aliquote Iva. Il governo, dopo aver lasciato che scattasse il primo ottobre l’aumento dell’aliquota massima dal 21% al 22%, si è riservato di intervenire sulle aliquote agevolate, rivedendo su quali beni di consumo si debba pagare l’imposta del 4%, quali del 10% e quali del 22%.

Luisa Grion su Repubblica elenca i cambiamenti che Letta e Saccomanni hanno in mente:

“Cominciamo da quelle che potrebbero essere le buone notizie: l’Iva sui seggiolini per trasportare i bimbi in auto, quella sui contraccettivi e quella sui prodotti per l’igiene intima dovrebbe passare dall’attuale 22 al 10 per cento.

Proseguiamo con quelle cattive: fra gli aumenti più importanti ci sono quelli che riguardano i servizi di pompe funebri e di cremazione. Oggi sono voci esenti da Iva, ma la bozza prevede che siano assoggettate all’aliquota del 10 per cento.

Se le variazioni proposte saranno confermate aumenterà – dal 4 al 22 per cento – anche l’imposta sui quotidiani, i dispacci d’agenzia e tutto il materiale tipografico (costo dell’affissione compresa) stampato dai candidati, dai partiti e dai movimenti d’opinione in campagna elettorale. Stesso aumento per la legatoria e stampa di materiali destinati ai non vedenti e agli ipovedenti (testi in braille compresi).

Secondo la bozza in circolazione aumenterebbe anche l’imposta sui fertilizzanti biologici e quella sui prodotti – materie prime e semilavorati esclusi – utilizzati per la costruzione d fabbricati (edilizia popolare compresa).

Una ministangata (passaggio dell’aliquota dal 10 al 22 per cento) colpirà anche i costi dall’allacciamento alle reti di teleriscaldamento, alle opere di urbanizzazione effettuate dai Comuni, ai francobolli da collezione.

Ma se le ipotesi di cui si parla saranno confermate aumenterà anche l’Iva sulle case in cooperativa e quella sui servizi di assistenza a bambini, malati, anziani e disabili forniti da strutture private (ma restano al 4 quelli assicurati da cooperative sociali e strutture convenzionate)”.