Iva, Saccomanni minaccia le dimissioni. No a altri pasticci tipo Imu

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 9:22 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 9:22
Iva, Saccomanni minaccia le dimissioni. No a altri pasticci tipo Imu

Iva, Saccomanni minaccia le dimissioni. No a altri pasticci tipo Imu

ROMA – Iva, Saccomanni minaccia le dimissioni. No a altri pasticci tipo Imu. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha minacciato di dimettersi: non ha intenzione di mollare sull’aumento dell’Iva, programmato per ottobre, la cassa è stata raschiata fino al fondo, non ha intenzione di procedere come per la cancellazione della prima rata Imu, attraverso coperture finanziarie tutt’altro che certe. La perplessità al riguardo del Commissario europeo Olli Rehn in visita in Italia hanno acuito le fibrillazioni: il violento attacco di Maurizio Gasparri, che ne ha parlato come “persona non gradita”, segnala come il fronte dialettico nella strana maggioranza si sia spostato sui temi economici.

Come conferma il videomessaggio di Berlusconi: nonostante il Senato si prepari ad espellerlo definitivamente dal Parlamento, non aprirà la crisi su questioni giudiziarie, ma la dichiarazione di guerra al partito delle tasse è l’avvio delle ostilità su ogni provvedimento, come l’Iva, con il capogruppo Renato Brunetta in prima fila a far pressioni sul ministro. Del resto, Saccomanni non vuole mettere a rischio il raggiungimento dell’obiettivo deficit al 3% del Pil, è lui, si è lamentato, che ci mette la faccia in Europa.

Stavolta la partita di maggioranza perché sull’Iva anche da sinistra riceve risposte poco incoraggianti, con il Pd che, sia con il sottosegretario Stefano Fassina che con la corrente dei renziani, pur di non alzare le tasse sui consumi, propone di rivedere il capitolo Imu, magari tornando al piano di far pagare il 10% di contribuenti più facoltosi per finanziare il miliardo da qui alla fine dell’anno e i 4 del 2013, quanto costerebbe la sterilizzazione dell’aumento dell’imposta. Saccomanni il pasticcio Imu non lo ha ancora digerito, un dejà vu sull’Iva sarebbe troppo. Il presidente del Consiglio Letta è d’accordo.